La Biennale dell’Immagine in Movimento di Ginevra è l’aggiornamento della Semaine Internationale de la Vidéo, appuntamento annuale dedicato alla videoarte nato nel 1985. E’ una trasformazione di non poco conto, che crea un evento qualche modo unico, programmaticamente dedicato all’esplorazione dell’estetica delle immagini in movimento, senza distinzioni di supporto, di genere, o di durata. Televisione, video, cinema,arte in libero scambio era il tema del simposio della scorsa edizione.
Quella di quest’anno, sempre diretta da André Iten, indaga la relazione tra musica e immagine, non in un senso formale o formalistico.Presenta invece le contaminazioni del linguaggio visivo con la musica pop, e la cultura pop nel suo complesso: lo star system, il kitsch, il gusto per l’artificiale, il mondo dei videogames e della pubblicità, la provocazione e l’ironia, il travestitismo, la ripetizione ossessiva, la droga,l’autodistruzione.
Cifra stilistica di questa estetica sono i tre autori a cui è dedicato il programma di retrospettive: Nam June Paik, Laurie Anderson e Philippe Garrel.
Global Groove Nam June Paik è un manifesto radicale sui sistemi della comunicazione globale in un mondo saturato dai media, un collage elettronico frenetico, che sovverte il linguaggio televisivo attraverso l’eccesso e l’accumulo ironico delle sue stesse modalità espressive. Il lascito di una generazione bruciata nei suoi eccessi e nella sua disperazione è racchiuso invece nell’immagine-icona di Nico, la cantante dei Velvet Underground, compagna e protagonista di molti film di Philippe Garrel.Nella sezione Focus, questi stessi temi sono scandagliati in opere di autori giovani degni di interesse.
Emmanuelle Antille esplora il tema dello sfasamento, del doppio,dello straniamento contenuto nella quotidianità: la deriva dell’ordinario verso un universo incontrollabile, apolitico e amorale. In Lee’s Season quattro giovani isolati in uno chalet fanno lo stesso sogno simultaneamente. Il sogno scivola e si sovrappone alla realtà, fino alla trasgressione tenera e violenta insieme dei limiti personali in un’orgia, fusione di corpi adolescenti senza una precisa preferenza sessuale.
Tobias Bernstrup presenta video d’animazione che simulano o riprendono modificandoli ambienti di videogiochi. Esprime così la sua fascinazione per il mondo artificiale, i feticci, il consumismo, la transessualità e ambiguità dei generi.
Guarda i video:
Nam June Paik, Global Groove (1973)
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Lavinia Garulli
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