Mine Man, l’Uomo-Mina, è una videoinstallazione di forte impatto emotivo, realizzata da Elastic, gruppo di ricerca artistica composto da Alexandro Ladaga, Silvia Manteiga e Fabio Iaquone, per l’associazione umanitaria Intersos per sensibilizzare il pubblico sul problema dei campi minati. All’interno di un tendone bianco di Intersos in piazza del Popolo a Roma, il gruppo artistico Elastic ha costruito un ambiente rettangolare di 15 metri di profondità , che simula ad un tempo, come se fossero retti da una medesima logica, una camera prospettica nera rovesciata e il meccanismo di una mina: un ingresso stretto 1,5 metri si allarga fino a diventare di 3, mentre il soffitto si abbassa progressivamente. Ad entrambi i lati del tunnel così costituito, 6 monitor al plasma, infossati a un metro di profondità , sono occhi infrarossi che scrutano impietosamente lo spettatore e ne interrogano la coscienza. Questi occhi vengono asincronicamente travolti da piccole immagini olografiche proiettate su vetri. Il tunnel allargandosi progressivamente porta a una videoproiezione frontale gigantesca: ancora occhi infrarossi fissano senza pietà lo spettatore, che viene trasformato così in spettacolo. Gli occhi vengono sconvolti da immagini olografiche di uomini-mina che esplodono in aria e saltano fuori campo asincronicamente. L’ambientazione sonora di Pasquale Catalano è costituita da una base angosciante che scandisce il ritmo ossessivo e inarrestabile di una bomba a orologeria.
Sulla base ritmica agiscono suoni abbinati alle immagini video: esplosioni di ordigni, suoni sinistri di meccanismi di ingranaggi bellici. La sensazione complessiva è quella di essere sottoposti a un bombardamento, di stare per saltare su una mina, ma nello stesso tempo di essere una mina, di essere al suo interno, nella sua logica inarrestabile.
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