Mercoledì è nato come progetto sonoro da camera, nel quale tre performers cercavano di organizzare materiali sonori disparatissimi in un flusso strutturato: dischi graffiati suonati da giradischi rotti; canzoni napoletane mandate al contrario; tastiere giocattolo con suonerie monofoniche; batterie di registratori, tutti malfunzionanti in modi diversi.
Nel tempo i Mercoledì sono riusciti a dare una forma fruibile a questo magma, potenzialmente noise, trasformandolo in un ambiguo ed onirico gioco di sonorizzazioni ambientali low-fi. Così come low-fi sono spesso gli interventi audio-video di Tatiana (live media artist di Box ed ex Sun-wu-kung), che ha iniziato a collaborare con i Mercoledì nel 2002 con Tatiana e Mercoledì nella selva oscura.
Il 5 novembre hanno proposto il loro ultimo lavoro nello spazio del S’agapò: Fiabe (Laprincipessasulpisello e Lalampadadialadino) .
Il progetto è una esplorazione a occhi e orecchie semichiusi nei territori delle fiabe, basata sulla rievocazione di elementi che vengono dritti fuori dall’infanzia: le favole sonore di “mille ce n’è” e i cartoni animati americani degli anni ’50.
Oltre un’ora di flussi sonori ipnotici, deframmentati, consumati. Un approccio analogico al suono decostruito, lontano dagli algidi glitch dell’elettronica nordeuropea: puntine che hanno scavato troppi solchi; nastri rimasti esposti al sole sui cruscotti delle auto.
Il lavoro di Tatiana con i video va ben oltre la didascalicità di certo vjing: si innesta sul tessuto narrativo del Mercoledì Trio attraverso un susseguirsi di dialoghi, monologhi, liti
Il contesto lounge, con gente che beve e che chiacchiera, ha creato una formula particolare di fruizione per un lavoro che nel complesso è estremamente sperimentale. L’attenzione non sembra essere richiesta in modo continuativo: così sui volti e nei commenti ai tavoli s’alternano nostalgia e inquietudine, a seconda dell’accento che di volta in volta è posto sugli elementi più teneri o su quelli più inquietantemente normativi dell’immaginario fiabesco. Uno per tutti il classico: “sarai bravo, ti sposerai e farai tanti figli”.
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