Categorie: visualia

visualia_videoclip | Chris Cunnigham – Sheena is a parasite

di - 25 Luglio 2006

Sette lunghi anni di silenzio. Dopo la magia di All is full of love, videoclip girato per Bjork nel 1999, il genio di Chris Cunningham si era assopito, fatta eccezione per l’inquietante Rubber Johnny, del 2005.
Ora il maestro è tornato. La nuova creatura è nata da una ricerca nel materiale pubblicato su MySpace, il servizio di pagine web personali più usato al mondo. E la band eletta si chiama The Horrors, quattro ragazzi londinesi che suonano un punk grezzo e martellante, legati a un’etichetta indipendente. La canzone è Sheena is a parasite: quale titolo migliore per ispirare il nume tutelare della ricerca sulle deformazioni del corpo umano? Ad interpretare Sheena c’è Samantha Morton, la stessa attrice che in queste settimane sta interpretando Deborah Curtis nel film sui Joy Division diretto da Anton Corbijn. Insieme a lei c’è solo il gruppo.
La fanciulla balla ossessivamente; il ritmo cresce, incalza, e con lui anche la danza, il vestito bianco della donna si alza e, come se il corpo fosse violato dai movimenti, brandelli di carne schizzano verso lo spettatore, il volto si deforma in un urlo di dolore. È quasi un parto orrorifico, concepito dall’unione tra la danza e la musica. Il climax ascende, la testa della protagonista persiste in un head-banging incessante, fino ad essere anch’essa investita dai frammenti di carne. Sempre di più, fino a venire risucchiata interamente dall’oscurità che la circonda, per poi scomparire alla fine del video.
Un video sicuramente à la Cunningham, quello creato per la giovane band inglese. Ancora una volta il regista lavora sull’organismo, sulla sua deformazione e sulla malattia, in modo ineccepibile, creando una fusione totale tra immagine e musica. Un sorprendente lavoro di montaggio crea una perfetta sincronizzazione tra i movimenti e il playback, per un video che viene annunciato con lo slogan “ancora più carne da macello per i fans di Cunningham”.

Allora perché risulta così poco d’effetto? Dove è finito l’amore per la sceneggiatura che ci ha regalato capolavori come il celeberrimo Come to Daddy e il poetico All is full of love? Rimane un po’ l’impressione, dopo aver visto il video, che tutto rimanga solo un ottimo esercizio di stile, lontano dalla complessa espressività dei precedenti. Il trademark c’è, ma la valenza sembra puramente estetica. Forse, dopo sette anni, la ruggine comincia a farsi sentire?

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Rubber Johnny

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www.director-file.com/cunningham
www.myspace.com/thehorrors
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