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Berlusconi: la cultura è il nostro patrimonio più importante

di - 19 Giugno 2001

Palazzo Madama, Senato della Repubblica, ieri pomeriggio: il nuovo Capo del Governo Silvio Berlusconi presenta al Parlamento Italiano il programma del suo esecutivo, domandando su di esso la fiducia per governare.
Politica estera, G8, pensioni, ‘noi siamo qui per cambiare l’Italia’, modernizzazione e quant’altro era ultraprevisto nel più classico e moderato dei discorsi inaugurali.
Per noi che ci occupiamo tutti i giorni di arte c’è stata però forse una novità, una nota piacevole perché inaspettata e, diciamolo, insperata. Il presidente Berlusconi ha dedicato un lungo e articolato passaggio del suo discorso all’arte ed alla cultura in Italia. Conservazione del patrimonio artistico, promozione delle nostre menti soprattutto all’estero, rivitalizzazione – attraverso una nuova legge – degli istituti italiani di cultura che, effettivamente, vivacchiano a stento senza la minima coordinazione; questi i propositi del presidente del consiglio che ha indicato convintamente la cultura ed il patrimonio artistico come le prime risorse dell’Italia.
Le parole di Berlusconi sono, inoltre, le uniche pronunziate dal governo in relazione alle questioni di arte e cultura. Nelle sale del ministero dei Beni Culturali regna infatti un silenzio che è rotto periodicamente dalle esternazioni d’ordinanza del sottosegretario Vittorio Sgarbi, tra i nuovi inquilini del Collegio Romano, quello che si è agitato di più. Ottima uscita è stata quella sul restauro degli affreschi padovani di Giotto (Cappella degli Scrovegni): il critico d’arte ha dichiarato che – pur essendo favorevole al restauro che è appena partito – si impegnerà a sentire il parere di tutti a riguardo, prendendo in considerazione anche l’opinione di coloro i quali si sono detti totalmente contrari all’attuale tecnica conservativa. Meno felice, a nostro avviso, la crociata (che ha già visto protagonista lo sconfitto candidato a sindaco nella capitale, Antonio Tajani) contro l’architetto Richard Maier ed il suo progetto di nuovo involucro per l’Ara Pacis, a Roma.
Intanto il neo ministro Giuliano Urbani ancora non si è prodotto in alcuna dichiarazione. Prima di fare proclami, previsioni e progetti è impegnato a rileggere tutte le carte a riconsiderare tutti i provvedimenti, a studiare gli avanzamenti delle realizzazioni già partite.Un atteggiamento che può essere collocato a metà strada tra la sorpresa che il professore ha avuto nell’essere nominato ministro e la voglia di prepararsi accuratamente prima di parlare e decidere.
Exibart dà, a partire da oggi, l’opportunità di esprimere un parere veloce e spassionato attraverso il sondaggio:’Siete d’accordo con la scelta di Urbani al Ministero della Cultura?’

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Il sondaggio sul nuovo ministro Urbani

Massimiliano Tonelli

[exibart]

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  • ma che puo capirne di cultura uno che ne ha abbassato il livello del 50% in soli tre anni!!
    che dio la mandi buona e colga nel segno!!un fulmine a ciel sereno

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