Il Giro d’Italia riparte dopo l’operazione antidoping della scorsa sera e l’annullamento della tappa che doveva portare la carovana da Imperia a Sant’Anna di Vinadio. La decisione di continuare la corsa è emersa al termine della riunione dei capitani e dei direttori sportivi delle venti squadre che partecipano alla gara.
La diciannovesima tappa, in programma oggi, vedrà impegnati i ciclisti in una volata di 184 chilometri da Alba a Busto Arsizio. E’ solo l’inizio della “tre giorni in rosa” che vedrà protagonista la cittadina del Varesotto.
In occasione del passaggio della corsa, la Manchester d’Italia sta preparando una grande accoglienza alla maglia rosa Gilberto Simoni e a tutti i campioni del Giro.
In quest’ultima esposizione, fotografie in bianco e nero narrano le più belle imprese del ciclismo e la leggenda del Giro negli obiettivi dei fotografi che l’hanno vissuta. Attraverso sei sezioni, allestite dal giornalista Giuseppe Castelnovi e dal fotoreporter Roby Schirer, è possibile tracciare una storia essenziale di questo sport. In Lassù sui mondi c’è la leggenda si può per esempio ammirare l’immagine di un giovanissimo Fausto Coppi con occhialini da automobilista, tubolare di scorta e tracolla sulla maglia rosa. Mentre In carovana di ruote e di umanità colpisce l’attenzione un curioso scatto degli anni Dieci che raffigura un tavolo bandito per i rifornimenti con pane, latte e frutta cotta. Completano la rassegna le sezioni Pietre miliari e grandi duelli, Non c’è rosa senza spine, La gente cittadina del giro, Tra brividi e spericolatezze.
La mostra bustocca, concepita per essere itinerante, è visibile anche a Milano presso la Biblioteca dell’Accademia di Brera con la rassegna Due ruote in rosa del fotoreporter Fabrizio Dalmati.
Dedicata al ciclismo è anche L’arte della bicicletta, in corso presso Villa Menafoglia Litta Panza di Biumo Superiore. L’esposizione, curata da Alberto Fiz e allestita da Gae Aulenti con Pietro Castiglioni, propone un percorso che inizia con la celebre ruota di Marchel Duchamp e passa attraverso le esperienze futuriste di Balla, Dottori e Depero; tocca maestri classici come Sironi e analizza le opere di grandi artisti contemporanei, come per esempio Melotti, Schifano, Testa, Mendini e Pistoletto.
Accanto alle opere degli artisti, vengono poi proposte le biciclette storiche del Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, tra cui spiccano le bici che hanno portato alla vittoria Binda, Coppi, Gimondi e Moser.
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