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Fino a 4.II.2018 | Ludovico Bomben. Superficie Di Contatto. | Ca’ Dei Ricchi, Tra – Treviso Ricerca Arte, Treviso

di - 31 Gennaio 2018
Negli spazi trecenteschi di Ca’ dei Recchi, sette pezzi bianchi e neri, sono disposti secondo una ritmica pausata, in una triangolazione di lavori a parete e nello spazio. Si tratta di  “Superficie di contatto”, la personale di Ludovico Bomben curata dal critico e docente Riccardo Caldura per  TRA – Treviso Ricerca Arte e visibile fino al 4 febbraio. Le opere, nella quasi totalità inedite, si distinguono per la varietà dei materiali e per le soluzioni formali proposte, costituendo un’interessante crocevia nell’itinerario creativo dell’artista pordenonese, classe 1982, tra sperimentazioni passate e nuove traiettorie. In tutti i pezzi proposti ritroviamo le dinamiche binarie care all’artista: linee curve e spezzate, luci ed ombre, forme concave e convesse, superfici lucide ed opache, bidimensionalità e tridimensionalità.
L’esposizione prende le mosse dalla Pala 21 – già vista al Premio Cairo 2017 –  icona laica appartenente alla cosiddetta ‘Serie dei bianchi’: progetto pluriennale di Bomben che vede l’impiego come medium d’elezione del corian bianco, materiale industriale scelto per il particolare nitore e la capacità di riflettenza aurale della luce. Ritroviamo – in una versione total black – la provocatoria Acquasantiera, in cui il bacile curvilineo avvolgente si contrappone un elemento svettante ed appuntito: sorta di monito ad una maggiore consapevolezza verso un gesto oggi troppo automatizzato. Vera novità nel corpus creativo dell’artista è il Dardo in acciaio anodizzato nero: benché occupi uno spazio minimale con le sole due linee perpendicolari in equilibrio precario, convoglia energia. È materializzazione di una forza invisibile. Nelle figure a parete – stampe a secco pensate dell’artista come entità scultoree – interessante l’utilizzo della foglia d’oro bianco 12k. Applicata non nel corpo della stampa, bensì defilata sulle cornici, non catalizza lo sguardo ma si fa cercare e serve ad enfatizzare l’ombra della figure geometriche appena affioranti dalla carta. La figura si materializza, si rivela. L’ombra dell’estrusione diviene così a tutti gli effetti e per paradosso un punto-luce.
Superficie di contatto,TRA, veduta dell’allestimento
È proprio attraverso le rifiniture ed il trattamento delle superficie che Bomben stabilisce un contatto con il visitatore e da corpo alla sua estetica. Da tempo Ludovico Bomben si interroga intorno all’esperienza emozionale del sacro ed alla possibilità di dar forma all’immateriale ed all’invisibile. Lo spunto per questi lavori è chiaramente ascrivibile alle figure ed ai soggetti dell’arte sacra, ma emancipatesi dalle stessa, superandone il portato narrativo attraverso una semplificazione formale radicale. Il sacro di Bomben è spiritualità laica, misticismo astraente. Il richiamo è alla contemplazione, ad una trascendenza intesa soprattutto come autocoscienza e presenza a se stessi. Le opere di Bomben in tal senso fungono da diaframma, incarnazione della soglia, intesa come “territorio abitabile dell’esperienza”, in cui sensibile e intellegibile convivono. Sono dispositivi grazie a cui il contatto coll’alterità, dentro o fuori di noi, si fa possibile.
Giada Centazzo
mostra visitata il 17 gennaio 2018

Dal 12 dicembre 2017 al 04 febbraio 2018
Ludovico Bomben. Superficie Di Contatto.
TRA – Treviso Ricerca Arte
Ca’ dei Ricchi, via Barberia 25, Treviso
Orari: martedì-sabato 10-13 e 15.30-19.30
Info: www.trevisoricercaarte.org

Podenonese, vive e lavora in Friuli. Storica dell'arte per formazione, tra i filoni di ricerca di maggiore interesse, la storia della critica d’arte e dell'editoria specializzata, i gender studies applicati all’arte e le sinergie tra letteratura ed arti figurative. In qualità di operatore culturale freelance, collabora con enti pubblici e privati nello sviluppo di progetti culturali con particolare riferimento alle arti visive – cinema, fotografia ed arte contemporanea in primis – e alla valorizzazione e promozione del patrimonio storico-artistico. Al pallino per la scrittura unisce la passione per la fotografia di scene e di eventi.

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