Categorie: Danza

goldroom: i fantasmi della memoria abitano l’Overlook Hotel del gruppo nanou

di - 15 Giugno 2026

Soffiano atmosfere oniriche à la David Lynch, dove quel confine tra realtà e subconscio si fa sottile. Il riferimento esplicito però è al film The Shining di Stanley Kubrick, a quella sala da ballo dell’Overlook Hotel, la Gold Room, luogo di fantasmi e visioni di feste passate, di isolamento e trappola di un infinito presente, che si ripete; spazio dell’illusione e lato oscuro del “sogno americano”. È la danza di cinque performer a dare il soffio gestuale a quell’immaginario, plasmando i loro corpi fantasmatici, fuggevoli, evanescenti eppure concreti, che appaiono, scorrono, s’imprimono allo sguardo, si dissolvono, e ritornano, in una ciclicità continua che lascia scie misteriose. Secondo capitolo di Overlook Hotel, ciclo di lavori del gruppo ravennate nanou teso a indagare la relazione tra corpo, immagine e memoria attraverso installazioni coreografiche autonome e interconnesse, goldroomcoreografie e progetto di Marco Valerio Amico e Rhuena Bracci – ha trovato uno spazio ideale all’interno della struttura del Mercato Coperto di Ravenna (debutto al Ravenna Festival).

Gruppo nanou, Goldroom, Ph. Zani Casadio

Al piano superiore della struttura, tra rumori ordinari e attraversamenti umani che provengono da sotto, tra poltrone di pelle, tavolinetti con abatjour, sgabelli, il bancone di un bar, delle tende trasparenti che sagomano l’ampio spazio, alcuni spot luminosi agli angoli, ci si posiziona liberamente seduti o in piedi, sostando brevemente o a lungo, uscendo e rientrando, non più semplici spettatori ma fruitori di visioni. goldroom è un luogo immersivo da abitare con leggerezza, dentro il quale condividiamo una vicinanza fisica coi performer, uno spostamento di sguardi che amplia la visione e la contiene, aprendola a suggestioni personali e a una dimensione fuori dal tempo.

Gruppo nanou, Goldroom, Ph. Zani Casadio

È un tempo non lineare quello che scorre mentre le scie sonore di una playlist composita e mixata (in parte originale firmata da Bruno Dorella), è intervallata dal solo suono di una puntina che sfrega nel solco di un disco in vinile. Sono tracce musicali che determinano le atmosfere e scandiscono il movimento di quei corpi pulsanti o pacati, sconnessi o in sintonia, le cui posture e gesti, solitari o simultanei, si scolpiscono nel chiaroscuro mutevole dello spazio, poi sotto il riflesso di un faro di luce che allunga le ombre, le scioglie, le rimbalza sui tre lunghi tappeti dorati disposti a terra.

Gruppo nanou, Goldroom, Ph. Zani Casadio

Qui la danza brulica di assoli, soprattutto, e di duetti sparsi, di brevi insiemi, seguendo traiettorie e soste improvvise ma sempre vigili, componendo e disperdendo immagini mentali suscitate anche da una lunga avvolgente stoffa dorata, mossa, attorcigliata, distesa, manipolata nell’immaginario emotivo dei danzatori che indossano appena delle maschere nere, mutano gli abiti, rimescolando e moltiplicando le identità. Sono tracce della memoria, del disordine di ricordi affioranti: frammenti sparsi di un passato che si confonde col presente e altera la percezione.

Ciò che accade attorno sembra o è già accaduto? In questa vibrante stratificazione coreografica di instabilità, amplificata dalle immagini in bianco e nero che scorrono su un grande schermo posto in alto – le sequenze dei danzatori ripresi nello stesso spazio -, trova pieno senso l’allegoria della mente umana smarrita e in cerca d’identità. Noi infine ci alziamo e usciamo dalla scena; loro, i fantasmi della gold room, continuano a rimanerci. Sono Carolina Amoretti, Marina Bertoni, Rhuena Bracci, Andrea Dionisi, Agnese Gabrielli, Marco Maretti.

Gruppo nanou, Goldroom, Ph. Zani Casadio

Oggetto performativo e installativo che a ogni sua rappresentazione si compone in maniera irripetibile adattandosi allo spazio che lo accoglie, goldroom è atteso al festival Fuori Programma di Roma, il 7 e 8 luglio.

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