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Fino al 10.IX.2011 | Giraffe Superbrain – Bertold Stallmach | Jerome Zodo Contemporary | Milano

di - 8 Settembre 2011
Quando al liceo, durante la lezione di storia dell’arte, i professori spiegavano le sofferenze e i tormenti che rendono grandi ed immortali gli artisti, probabilmente Bertold Stallmach era impegnato a scarabocchiare un blocco di fogli bianchi con i suoi ironici disegni.
La lezione però deve averla imparata lo stesso, perché ora è lui che prova ad insegnare qualcosa a noi spettatori. L’artista sudafricano trapiantato in Svizzera divide l’arte in due principali categorie: quella alta e quella bassa. La prima è quella delle emozioni, riservata al popolo di bassa estrazione, la seconda invece è quella riservata ai colti, i fortunati che hanno potuto studiare e che riescono a comprendere le espressioni più auliche dell’arte.

Per capire questi due categorie, Stallmach ha messo a disposizione una sorta di cyber-bicicletta, chiamata Riksha, con cui è possibile visitare la mostra. Questo strano veicolo a pedali ricorda una giraffa, sia per altezza che per dimensioni. Così lo spettatore inizia a pedalare per la galleria e scopre quello che può vedere con facilità (arte bassa) e quello che può vedere solo con l’aiuto della tecnologia di cui è dotata la bici-giraffa: un computer di bordo, collegato ad una telecamera posizionata sul muso dell’animale. Grazie a questa telecamera possiamo vedere anche l’arte  più difficilmente accessibile, quella alta come il collo della giraffa.
Dall’altro lato della galleria troviamo, invece, i Concept Drawings, che ci permettono di capire come l’artista sia potuto arrivare a concepire le Giraffe Superbrain e ci aiutano ad entrare maggiormente in contatto con Stallmach, proprio attraverso i suoi disegni. Prendetevi tempo e leggete tutte le vignette perché meritano un’ora del vostro tempo. Capirete così perché la giraffa è più fortunata degli altri animali e scoprirete che se mai vi capiterà di uscire nudi dal mare davanti ad un gruppo di conoscenti sarà meglio che vi copriate la faccia anziché le parti intime.

Tra quadri, installazioni, video e disegni usciamo dalla mostra con un sorriso sulle labbra e con la sicurezza che Bartold Stallmach possieda proprio quell’ironia pungente che è tipica delle persone di intelligenza superiore. E siamo quasi sicuri che a scuola debba essere stato davvero un secchione.
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monica papagna
mostra visitata il 15 luglio 2011
Jerome Zodo Contemporary
Via Lambro, 7 (ang. Via Melzo)
20129 Milano
T. + 39 0220241935
F. +39 0220244861
info@jerome-zodo.com
www.jerome-zodo.com
mart-ven 10-19
[exibart]

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