Lorenzo Lotto (Venezia 1480 – Loreto 1556), il pittore che amava le Marche, è in mostra a Roma. A fare gli onori
di casa è la monumentale Pala di San Domenico proveniente dal Museo di Recanati.
A chiudere la prima parte dell’esposizione, nel suo abbraccio di colori e con
uno straordinario getto di petali di rose, è la Madonna di Cingoli. Mentre al
piano superiore l’Annunciazione di Iesi e quella di Recanati si stagliano al
centro della sala e a chiudere il percorso della mostra è la presentazione dei
Gesù al tempio di Loreto. Colori baluginanti su un monocromo e che raccontano
proprio gli ultimi giorni di vita di Lotto che morì lasciando incompiuta questa
sua incredibile tela.
Le Marche sono le grandi protagoniste, sia per le opere prestate
che per gli altri capolavori rimasti sul territorio ad accogliere i visitatori
che sceglieranno di vedere dal vivo i dipinti che Lotto ha realizzato a Iesi, Monte San Giusto, Loreto, Ancona. Nelle Scuderie del Quirinale si resta colpiti
dal genio del Lotto, dalla sua attualità, dal suo essere modernissimo nell’analizzare il “dentro” degli uomini per poi raccontarlo nell’occasione di
un ritratto. Ma è forse ancora più importante quello che scopriamo dopo aver
visto la mostra, ovvero il suo intimo e profondo legame con le Marche. Infatti
Lotto, veneziano di formazione, approda a Roma per le importanti committenze
papali, passa dalle Marche, lavora a Bergamo e poi sceglie di finire la sua vita
e la sua carriera d’artista proprio nella nostra regione. Una scelta, un amore,
un’unione di «sensibilità» che lega profondamente Lotto alle Marche. E questo
lo si scopre nei colori che cambiano e si trasformano. Nelle iconografie che si
fanno sempre più intime e quasi “colloquiali”. E Lotto si rivela e racconta di
una vita e di una serenità trovata proprio qui: in queste terre dove ha
disseminato capolavori in chiese ed oratori. E quel suo voler sempre andare
oltre, non fermarsi alle apparenze, indagare e scandagliare l’animo degli uomini
trova nelle Marche un rifugio ed una casa.Questa terra rappresenta per Lotto l’approdo.
E le opere che qui nascono raccontano questa pacata riflessione intessuta di
arte e natura, di fede, di azioni e di opere.
La carriera artistica del Lotto
intreccia il colorismo veneto alla prospettiva fiorentina e alla magniloquenza romana. Fonde nei ritratti l’accuratezza nordica con la tradizione classica rinascimentale: ma sempre per Lotto é fondamentale la vividezza, la vitalità,
la grande curiosità che lo muove come uomo e come pittore. E la parabole esistenziale racconta che Lotto finisce i
suoi giorni proprio a Loreto dove realizza le sue ultimissime opere. Straordinarie, altissime, lancinanti di vita a pochi passi dalla morte. Proprio
come l’arte che sa essere immortale perché non ha paura del tempo che passa.
giulia ferrari
mostra visitata il 3 marzo
Lorenzo Lotto
a cura di Giovanni Federico Villa
Scuderie del Quirinale, Roma
Via XXIV Maggio, 16 – cap. 00186
Orario:da domenica a giovedì dalle 10 alle 20;venerdì e sabato dalle 10 alle 22,30
Ingresso: intero 18 euro; ridotto 15 euro
Catalogo:Silvana Editoriale
Info: tel. 06.39967.500; info.sdq@palaexpo.it
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