Due grandi maestri, vicini per età ma non per esiti artistici, riflettono sul proprio percorso, dialogando tramite un diverso approccio alla pittura tra le stanze del CAMeC. Marco Gastini (Torino, 1938) propone Echi, una serie di opere recenti che attraverso i valori informali del gesto, del segno e della materia, fanno emergere la sua profonda riflessione sugli elementi primari (aria, acqua, fuoco, terra).
Gli elementi linguistici della pittura di Gastini -il segno, il colore e le forme geometriche- uniti ad un’attenzione verso i meccanismi della percezione, rendono le sue strutture pittorico-plastiche delle esplosioni materiche su vaste superfici dipinte. L’evocazione degli elementi è affidata all’uso di materiali diversi, che perdendo il proprio peso, senza tuttavia perdere la propria fisicità, compongono grandi quadri astratti dove il plexiglas e il vetro incisi suggeriscono l’incorporeità dell’aria.
L’acqua è rappresentata come un flusso di vetri blu e carrube; la terra è evocata dai colori ocra e marrone e dalla terracotta, infine il grande quadro del fuoco è energia che si espande tramite il rame. Attorno ai quattro dipinti si osservano altri gruppi di opere, che testimoniano diverse fasi della sua ricerca. Echi, realizzata in collaborazione con la Kunsthalle di Goppingen, dopo la chiusura di Enclave si trasferirà nella città tedesca.
Renato Ranaldi (Firenze, 1941) inizia già dalla metà degli anni Sessanta a costruire un linguaggio autonomo e particolare, fondato su un rapporto privilegiato tra scultura e disegno. Attraverso un uso raffinato delle tecniche, i materiali della scultura conducono il disegno dalla bidimensionalità all’occupazione dello spazio.
Con Dispositivi per l’ora d’aria, progetto unitario composto dalle ultime opere, la ricerca di Ranaldi estremizza alcuni principi basilari della sua poetica, come i concetti di rischio e di fragile equilibrio tra le forme, di ironia e di nonsense, visibili nelle sue grandi sculture-installazioni, cariche di un surrealismo di derivazione metafisica.
martina starnini
mostra visitata il 25 agosto 2005
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