Dalle celeberrime lattine della Campbell’s soup del ’69, ai vari Superman, Mchey Mouse ed altri grandi miti, composti o serigrafati successivamente.
L’arte è nella realtà e si riproduce attraverso la realtà. Che diviene, nel nostro secolo, vita. Popolare. Pop Art: ecco l’nvenzione/espressione geniale del genio Warhol.
Accanto al personaggio clou, alla veneranda icona della’ arte contemporanea, nella mostra trovano posto alcunio tra I migliori esponenti della Craking Art, ovvero di quel movimento artistico fiorito, a partire daglòi anni ’90 (il manifesto italiano è del ’93) che, portando a compimento la lezione del Maestro di Pittsburgh, attraverso il recupero di materiali quali la plastica ed i derivati dal pertolio, evidenzia il «punto di biforcazione tra evoluzione armonica e mutazione genetica disarmonica».
Gli artisti della Craking credono nelle potenzialità materiche ed espressive della contemporaneità merceologica: la plastica come punto di passaggio dell’evoluzione dell’uomo, il petrolio come motore. Un tributo alle potenzialità dirompenti della natura che si esprime anche attraverso l’innaturale. E della rappresentazione che poò prender forma anche in quello che sembra mera realtà.
Galleria Pananti, piazza Santa Croce Firenze (Tel.055244931)
il biglietto d’ingresso costa £12.000 (ridotti 10.000), orario continuato dalle 10 alle 19 tutti i giorni.
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