Dalla natura. È da qui che parte la ricerca artistica di Alberto Biasi (Padova, 1937), storico fondatore del Gruppo Enne, e di Julio Le Parc (Mendoza, 1928), cofondatore del Gruppo Grav. Da una parte, gli ottico cinetici, le torsioni e gli assemblaggi dell’artista padovano; dall’altra i cicli Modulation e Alchimie dell’argentino. Conclusioni diverse, che giungono però entrambe ad uno spiazzamento emotivo dell’osservatore, vero protagonista dell’opera e del processo empirico messo in atto.
Dopo la fine del gruppo Grav, Le Parc inizia a liberare la sua fantasia con le sfere, i tubi flessibili e le condutture delle Modulations, ottenute grazie all’aiuto dell’aerografo. Poi, con le Alchimies si concentra sulle infinite possibilità espressive del punto, in continuità con le ricerche sulla luce, portate avanti insieme al gruppo qualche anno prima. Ancora una volta, chi guarda l’opera sperimenta una moltitudine di cambiamenti, e chi l’ha creata guarda alla vita come ad un racconto ogni volta diverso.
Se è Le Parc a stimolare lo spirito critico, ad ammaliare è senz’altro Biasi, capace di creare opere che rapiscono, straniano, illudono.
Una buona mostra, dunque. E un’occasione in più per conoscere alcune opere dei due maestri, per quanti si fossero persi la bella retrospettiva allestita a Mantova, presso la Casa del Mantegna.
valentina rapino
mostra visitata il 1 ottobre 2005
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