Categorie: altrecittà

Fino al 17.II.2018 | Jim Hodges, Turning Pages In The Book Of Love | Massimo De Carlo, Milano

di - 3 Febbraio 2018
Amore, gioia, fragilità e perdita. La transitorietà della vita in tutte le sue forme che comprende alla fine persino la morte. Contrasti di materiali e colori nella sua giusta misura riescono a proporre un delicato senso di equilibrio che costituisce lo spartiacque tra l’essere e il non essere. In questo modo si possono riassumere le chiavi di lettura per inoltrarsi in “turning pages in the book of love”, mostra personale dell’artista statunitense Jim Hodges (Spokane, Washington, 1957; vive a New York) alla galleria Massimo de Carlo nel Palazzo Belgioioso di Milano.
The Narrow Gate (2017) si intitola l’opera che segna l’inizio del percorso espositivo proponendo un gioco di chiaroscuri che preannuncia qualcosa di prezioso celato al suo interno e che non si è ancora dato a vedere. Si tratta di un piccolo e fragile rametto traslucido su cui poggiano altrettanto frangibili e colorite farfalle. Questa delicata opera in vetro e luce si svela –quasi come risultato dialettico tra opera e spettatore– soltanto dopo un primo incontro con una enigmatica struttura in legno di grandi dimensioni che accoglie il visitatore spiazzandolo e avvolgendolo inizialmente in un buio quasi totale. I soggetti cambiano ma il senso di fuggevolezza e fragilità si ripropongono attraverso an ocean (2017) e in other ways (2017); contrariamente alla irrequietezza espressiva di un dittico di cinque metri per tre che domina la sala retro alimentando ancora una volta le tensioni che contribuiscono alla riuscita concettuale e formale delle opere: go far baby go far (2017).
Jim Hodges, Turning Pages In The Book Of Love, Massimo De Carlo
Attraverso cinque lavori inediti tra installazioni, sculture e pittura, Hodge riesce a dissigillare progressivamente la esperienza della bellezza, del miracolo della vita e simultaneamente la sua potenziale perdita attraverso soggetti e materiali diversi: vetro, legno, lacca, marmo, plexiglass, bronzo, seta e oro 24 carati, scelte che contribuiscono a rafforzare indubbiamente i temi della sua indagine. Con oltre venticinque anni di carriera iniziati alla fine degli anni ottanta a New York attraverso il disegno, nelle opere di Hodge riecheggiano immagini della natura –vissuta in prima persona durante la sua infanzia in Spokane– e i contrasti stimolanti di una città in cui sviluppare il suo interesse per l’arte. Un linguaggio che prende spunti dalla letteratura e del suo universo personale e affettivo –molto presente in diversi artisti attivi negli anni Novanta– e che intrecciano il suo lavoro anche a quello di Félix González Torres, collega e amico. Infine, una mostra che può essere letta dal pubblico italiano come il secondo capitolo di Love, Etc. realizzata nel 2010 alla Fondazione Bevilacqua La Masa a Venezia con la collaborazione del Pompidou.
Ana Laura Espósito
mostra visitata il 9 gennaio
Dal 28 novembre 2017 al 17 Febbraio 2018
Jim Hodges, turning pages in the book of love
Massimo de Carlo Milano Belgioioso
Piazza Belgioioso 2, 20121
Orari: da martedì a sabato dalle 11.00 alle 19.00
Info: www.massimodecarlo.com

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