Categorie: altrecittà

fino al 19.VI.2011 | Luciano De Liberato | Antologia opere 2001 -2011 | Galleria Comunale d’Arte Moderna | Palazzo del Ridotto Cesena

di - 27 Maggio 2011
Quello stretto di lettere, ad  indicare precisione, quell’intreccio ammanierato dove ritmo e qualche tratto di apertura, depongono in favore di una ricerca dell’armonia. E’ nella sua stessa firma, che risiedono i presupposti della sua personalità, del suo pensiero, “che viene a farsi pittura esso stesso”, come afferma il critico Gabriele Simongini.. Ed è nella compiutezza della sua opera, che si possono individuare le linee della poetica di questo superbo astrattista che utilizza intrecci, nodi, labirinti, sovrapposizione di fasce colorate in un trionfo di colore. “Sono un pittore astraente, non un pittore astratto”, dice di sé Luciano De Liberato (Chieti 1947) , quando le sue “immagini”  nascono da  un fondo nero, quando dipinge prima ciò che sta dietro, poi, quello che sta davanti. E, quei percorsi,  che portano chissà dove. Vincitore del Premio Lubiam 1975, presente alla Biennale di Venezia 2011 nella regione Abruzzo, la sua pittura, appare come la metafora del caos mentale, del reale contemporaneo, di qualcosa che è dentro e fuori di noi. Laddove, il compito dell’artista è quello di mettere ordine, seguendo una rigorosa procedura, che porta ad un sorprendente risultato estetico.

Abbandonata la professione in uno studio di architettura, De Liberato, che ha fatto suo il motto “Volli, sempre volli, fortissimamente volli”, vive in solitudine, lavorando fino a 15 ore al giorno, perché la passione è forte e la pittura è come una malattia. La sua puntuale ricerca, l’uso delle fasce adesive per delineare il percorso, lo studio approfondito delle leggi gestaltiche all’inizio della sua avventura d’artista. E, quella voglia di rosso e di energia, di cui Liberato non può fare a meno. Bande rosse, solo rosse, intrecciate su uno sfondo nero, come fossero avvolte ad un telaio e nasce Rapsodia della serie Nodi, in una dimensione,  in cui il ritmo visivo, evoca quello musicale. Capolavoro, fra le venti opere in esposizione, insieme  a L’innesto, dove una miriade di bande che hanno i colori dell’arcobaleno, si incrociano e si insinuano in un  fascio di bande che hanno tutte le sfumature del grigio. Poi, il supporto tecnologico del computer, quei segni ripetuti in modo ossessivo, i bozzetti per la serie Circuiti e il riferimento è a quelli elettronici, al funzionamento della mente stessa, paragonato a quello di un software, come elaboratore di input.

Tracce, che si liberano sulla tela, si vestono di colore, come binari che seguono molteplici direzioni. Labirinti, come possibilità della vita, vivide cromie, ad accompagnare un tragitto alla ricerca della perfezione. Colori, per  ritrovare il filo anche attraverso il buio e l’ultimo ciclo si intitola Horror vacui. Allora, la ricerca si fa più ostinata, la sua capacità tecnica, incontra una componente stilistica, ancora più innovativa e personalissima, il gesto si riappropria della  manualità pittorica. Le sovrapposizioni delle bande si fanno più complicate, come nell’opera Accumulazioni 511, in un intreccio che non lascia scampo.  Ma, proprio quando non sembra esserci via d’uscita , è allora, che la tela ci induce a pensare insieme a Nietzsche, ci vuole un caos dentro di sé, per generare una stella danzante.

cecilia  ci

mostra visitata il 14 Maggio 2011


dal 14 maggio al 19 giugno 2011

Luciano De Liberato

Antologia opere 2001-2011

Galleria Comunale d’Arte Moderna Palazzo del Ridotto

Cesena  Corso Mazzini

Tel 0547 355731

In collaborazione con Galleria L’Immagine Cesena

Presentazione e testo critico di Gabriele Simongini

Catalogo in galleria

Free admittance

Orari : 9.30-12.30  e  16.30-19.30   Chiuso il lunedì

cesenacultura@comune.cesena.fc.it

[exibart]


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