Posto e luogo sono sinonimi? Il barattolo dello zucchero può essere fuori posto e quindi non lo si trova, ma non può essere fuori luogo, a meno di non volerci condire unâaringa, attitudine, questa, del tutto fuori luogo e non fuori posto. Gli oggetti, come le persone (normali) possono trovarsi difficilmente chiamati ad interpretare entrambe le situazioni contemporaneamente. Direi che solo gli artisti possiedono la rara capacitĂ di essere al tempo stesso sia fuori posto, sia fuori luogo. Sempre gli artisti si mantengono fuori posto in quanto rimangono sempre o avanti o indietro a questo, dando allâespressione un connotazione legata al tempo, essere fuori posto in un determinato momento. Mi ricordo di aver letto su un giornale di moda come Marisa Berenson fosse sempre nel posto giusto, con la persona giusta, col vestito giusto, al momento giusto e questo primato raramente può essere raggiunto da chi si pone caratterialmente, socialmente e culturalmente fuori dalle regole e dalle consuetudini come solitamente fanno gli artisti.
Essere fuori luogo ha un significato che non è in relazione geografica con lo spazio, ma piuttosto con una situazione comportamentale che si realizza in funzione delle convenzioni, regole e consuetudini che comunemente si decide di applicare. In un matrimonio in tight, chi vi partecipa con un abito grigio scuro, sarà fuori luogo, ma ad una simile cerimonia dove tutti gli uomini sono vestiti con abiti grigi, chi si presenta in tight, sarà lui ad essere fuori luogo. Tutto ciò cosa a che vedere con la nostra mostra? Nulla temo, se non che questa contrariamente alla grande maggioranza delle mostre è elegante. Qualità questa non richiesta a chi partecipa o cura una mostra. Vediamo come e perchÊ.
Elegante lo è nella essenza, nella misura, nelle proporzioni e nella qualitĂ . Gli attributi generali e la ricerca dei dettagli che fanno dellâeleganza una messa in scena vistosa, di volutamente o peggio inconsapevolmente ricercato, qualcosa che costringa ad attirare lâattenzione, che lasci intendere un lusso indiscreto, tutto ciò è bandito, senza clamori, da Fuori posto. La mostra articolata sui tre piani del Museo di Casa Masaccio comprende anche lâuscita da questo e lâattraversamento di uno stretto e cupo vicolo e lâaccesso ad un giardino di delizie. Prevede dunque un percorso sia fisico sia morale, sia laico ed estetico, che mistico ed introspettivo. Si presenta come passaggi da stati differenti dove la qualitĂ della luce, dallâaccecante bagliore del bianco allâinfinita varietĂ degli azzurri che mai volgono alle scure tonalitĂ del crepuscolo, ci guida in un viaggio che assume le sembianze di unâavventura mistica, dalla partenza simile ad una nascita col dispiegarsi di un percorso lineare, dalle apparizioni di orizzonti marini simili ai  miraggi dei naufraghi, che ci trasportano incessantemente attraverso una adolescenza  percorsa da suoni fatti di melodiosi linguaggi perduti, ma suadenti come canti di sirene. Veloci passaggi di rassicurante luminositĂ e di tormentoso chiaro scuro. Oggetti come obelischi incomprensibili che richiedono  maturitĂ di pensiero e ancora passaggi di ritmica mescolanza di aria, di luce, di parole e di musica che attraverso lo spazio attraversano anche altre ere della nostra vita. Mentre saliamo, modulando ed adattando il respiro alle esperienze che via via stiamo compiendo, ci accorgiamo di essere stanchi e nel buio dellâultimo piano, accompagnati dalla paurosa risonanza di un pianoforte ritmicamente percosso, ci addormentiamo perseguitati da orrendi incubi che presto svaniranno nel compiere a ritroso la visita di una mostra che è stata esperienza di misura e proporzione, che senza sprechi o mancanze ci ha fatto visitare territori partecipi insieme di luoghi fisici e di luoghi interiori, sempre con unâeleganza che non ammette eccessi.
Claudio Cosma
mostra visitata il 3 marzo 2013
dal 2 marzo al 20 aprile 2013
Fuori Posto
a cura di Pier Luigi Tazzi
Museo Casa Masaccio
Corso Italia 83 â (52027) San Giovanni Valdarno (Arezzo)