Tre giovanissimi artisti: Sara Nannipieri, Andrea Bruscoli e Lorenzo Ghelardini espongono per la prima volta; una critica altrettanto giovane, Irene Buonazia, cura la presentazione della mostra: la Galleria Spazio Minerva di Montescudaio apre così le sue porte alle nuove leve dell’arte.
Il fil rouge che lega le opere, l’elemento costante che accomuna il lavoro dei tre, è, ovviamente, la scrittura, testimone di un fisiologico bisogno di esprimersi.
I lavori di Lorenzo Ghelardini recano traccia dell’amore dell’artista per i fumetti e per i suoi disegni di bambino, che sente ancora vicini alla sua sensibilità: Supereroi, personaggi Disney e l’antieroe Dylan Dog contendono lo spazio a scritte minute a pastello, il cui messaggio viene recepito solo in quanto forme tra le forme. In quadri in cui si respira il forte impatto che Basquiat ha avuto su Lorenzo, le figure richiamano Chagall ed il Kandinsky non ancora astratto. Un personaggio ne è il protagonista: quasi uno scheletro, con i denti serrati, spesso senza piedi, ma sempre con la grande testa in evidenza.
Sara Nannipieri crea in piccoli formati disegni semplici, che spesso ricordano le illustrazioni per bambini ed i fumetti, che tanto ama, usando carte ed inchiostri, chine e acquerelli: si serve non solo delle lettere e delle parole del nostro alfabeto, ma anche di geroglifici, ideogrammi giapponesi e numeri maya per dare voce al suo insopprimibile bisogno di comunicare. Ispirandosi alle più immediate creazioni dell’arte, la linea della ricerca artistica di Sara guarda allo studio del colore delle sue variazioni di intensità, di modalità di tocco, richiamandosi così a certe caratteristiche di Klee e Kandinsky.
Nei quadri di Andrea Bruscoli sono sempre presenti scritte in stampatello in cui frequenti sostituzioni di lettere, che sono forma e colore da vedere, prima ancora che segno grafico da leggere, conducono a significati opposti. Andrea esprime la sua passione per il colore sia con i toni accesi influenzati da Basquiat e da Warhol, il grande maestro della pop art che scatena la sua fantasia, sia con i giochi di oro mutevole e dei neri (lucidi, opachi, graffiati…) che assoggetta all’imprevedibile reazione dei diversi materiali (tela, carta, acrilici, pastelli…), disegnando uomini, donne, mani, scritte, orari che imprimono alla tela il senso del movimento.
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Vi ringrazio per la benevola attribuzione di "artista", credo forse di sentirmi più un'artigiano dell'arte con tanta passione !
Se è possibile mi piacerebbe avere i commenti di eventuali visitatori o lettori della mostra.
Grazie Sara Nannipieri