Categorie: altrecittà

Fino al 26.VIII.2018 | Adelita Husni-Bey, Adunanza | Galleria Civica, Palazzina dei Giardini, Modena

di - 8 Agosto 2018
Adelita Husni-Bey è in questi giorni protagonista alla Galleria Civica di Modena con una  grande personale inaugurata lo scorso giugno alla Palazzina dei Giardini. Milanese, classe 1985, la giovane artista sta vivendo un momento importante nella sua carriera divisa tra l’Europa e gli Stati Uniti, dove oggi ha scelto di risiedere. Reduce dei successi internazionali – la ricordiamo protagonista assieme a Giorgio Andreatta Calò e a Roberto Cuoghi del Padiglione Italia curato da Cecilia Alemani nella passata edizione della Biennale veneziana – Adelita Husni-Bey propone nella cittadina emiliana un primo importante bilancio di dieci anni di carriera, in un progetto a cura di Diana Baldon e Serena Goldoni dal titolo “Adunanza”. Fin dagli inizi, ha intrecciato il suo lavoro a ricerche di matrice sociologica e pedagogica prendendo posizioni politicamente ben connotate. Il suo processo creativo si basa su meccanismi cooperativi – in prevalenza workshop, giochi di ruolo e inchieste – in cui Adelita coinvolge gente comune, la cui personalità ed esperienza diviene parte essenziale del lavoro proposto. Che si esprima attraverso il video, l’installazione, la pittura, la performance, le sue opere si innestano sempre su un’interrelazione, un incontro con l’altro, vissuto personalmente o raccontato dall’esterno, assumendo il ruolo di mediatrice di situazioni innescate e poi lasciate libere di prendere corsi di sviluppo autonomi e non prevedibili.
Adelita Husni-Bey, installation views Adunanza ph © Rolando Paolo Guerzoni
All’ingresso della Palazzina dei Giardini Postcards from the Desert Island (2011), nella sua commistione tra video, performance e pittura dichiara subito la complessità del linguaggio scelto da Adelita. Ispirata dal celebre romanzo di William Golding, l’artista invita un gruppo di giovani studenti a regredire “allo stato primitivo”. Tutti i partecipanti sono allievi dell’École Vitruve di Parigi, istituto pubblico elementare sperimentale conosciuto per la scelta di adottare modelli educativi radicali, basati sulla cooperazione e sulla non competitività. Per tre settimane, l’artista filma i ragazzini francesi che, proprio come ne Il signore delle Mosche, danno vita a una piccola comunità con delle regole autonome immaginando di vivere su un’isola deserta all’interno della loro stessa aula. Rivolgendosi a degli studenti romani, questa volta adolescenti iscritti allo storico Liceo Mameli, Adelita chiede invece loro di immedesimarsi in ruoli ben precisi all’interno di una società fittizia, divisi tra politici, lavoratori, attivisti, banchieri e giornalisti: ognuno è invitato a produrre un resoconto sullo stato di avanzamento della comunità per ogni ora che vi trascorre all’interno. L’autocoscienza e l’autoanalisi si sostituiscono all’espressione libera e selvaggia del sé. La riflessione di Adelita è dichiaratamente condotta sulle orme di esperimenti di pedagogia radicale orientati al processo di decostruzione e rifondazione delle pratiche educative tradizionali. Un’interessante visione è anche quella che lei ci propone nei confronti dello sport e della competizione agonistica. Il video After the Finish Line (2015) ragiona attorno al sentimento del fallimento, fisico ed emotivo, di giovani atleti statunitensi infortunatisi durante lo svolgimento della loro attività. La percezione del proprio del fallimento travalica il dolore fisico e si rivela soprattutto un fallimento sociale, nella aspettative che l’essere competitivi comporta nella società americana. La sofferenza del corpo è analizzata anche nella serie di disegni di grande formato Encounters on pain (2015): a ogni partecipante l’artista ha chiesto di ricalcare la parte dolorante su della carta velina, alla fine di un intenso dialogo che ha permesso di indagare l’origine sociale e politica del dolore fisico vissuto. È sorprendente notare come spesso il partecipante abbia finito per  rappresentare punti di dolore diversi rispetto a quello dichiarato all’inizio dell’esperimento.
Alla fine del percorso espositivo, si lascia la Palazzina dei Giardini con la consapevolezza che la ricerca di Adelita Husni-Bey è senza dubbio intensa, ci richiede tempo e impegno nella sua visione ma in cambio ci regala una riflessione mai scontata in questi tempi così duri per il buon senso e il sentire collettivo: l’empatia e la compartecipazione per l’altro, il rispetto per il suo dolore e per il suo vissuto sono il miglior modo per conoscere noi stessi e i nostri limiti, superando le costrizione educative e di pensiero in cui siamo inconsapevolmente cresciuti e tuttora immersi.
Leonardo Regano
mostra visitata il 28 luglio
Dal 9 giugno al 26 agosto 2018
Adelita Husni-Bey, Adunanza
Galleria Civica, Palazzina dei Giardini
Corso Cavour, 2 – Modena
Orari: giovedì-domenica 17.00 -23.00
Info:  tel. +39 059 2032911/2032940 – fax +39 059 2032932 / www.galleriacivicadimodena.it

Articoli recenti

  • Mostre

We Art Open 2026: a Venezia la nona edizione del progetto dedicato alla ricerca artistica contemporanea

Sull’isola della Giudecca, fino al 1 febbraio 2026, la mostra finale del concorso internazionale We Art Open riunisce 15 artisti…

21 Gennaio 2026 0:02
  • Mercato

Ceramic Brussels 2026 porta in fiera la ceramica come linguaggio globale

Dal Novecento alla ricerca contemporanea, 75 gallerie e quasi 200 artisti raccontano a Bruxelles le evoluzioni della ceramica d’autore. Tra…

20 Gennaio 2026 18:39
  • Musei

Fondazione Torino Musei: è aperto il bando per i nuovi direttori del MAO e Palazzo Madama

Aperto l’avviso pubblico per selezionare i nuovi direttori del MAO Museo d’Arte Orientale e di Palazzo Madama: l’incarico avrà decorrenza…

20 Gennaio 2026 18:29
  • Personaggi

È morto Klaus Rinke, maestro del tempo e del corpo nella Scuola di Düsseldorf

Klaus Rinke è morto all’età di 86 anni. Figura centrale della Scuola di Düsseldorf, ha costruito una ricerca rigorosa sul…

20 Gennaio 2026 17:40
  • Architettura

Dal Messico a Londra: Lanza Atelier firmerà il Serpentine Pavilion 2026

Sarà Lanza Atelier, giovane studio di base a Città del Messico, a realizzare il progetto del Serpentin Pavilion 2026 a…

20 Gennaio 2026 17:03
  • Progetti e iniziative

Le mappe contemporanee di Simona Bonetti a Palazzo Fava Marescotti di Bologna

Promossa dalla Croce Rossa di Bologna, una mostra mette in relazione l’arte contemporanea di Simona Gabriella Bonetti con le decorazioni…

20 Gennaio 2026 16:14