Categorie: altrecittà

fino al 26.XI.2011 | Marco Morici / Ignazio Mortellaro | Roma, CO2 Arte Contemporanea

di - 27 Ottobre 2011
Ossidiana, progetto espositivo congiunto di Marco Morici e Ignazio Mortellaro, curato da CO2 Arte Contemporanea offre in primo luogo uno spunto di riflessione su un problema con cui galleristi e artisti talvolta si scontrano: la necessità di conciliare, da un lato,  l’ambiguità intrinseca ad ogni opera, che corre sempre il rischio di un forzato adattamento a una qualche univoca “gabbia” interpretativa, con la formulazione, dall’altro, di appigli di lettura che permettano al pubblico di organizzare l’esperienza delle opere senza perdersi.  Morici e Mortellaro, giovani artisti italiani (nati rispettivamente a Genzano di Roma nel 1985, e a Palermo nel 1978) presentano qui – come evento adiacente al X Festival di Fotografia di Roma – una ristretta selezione dei rispettivi lavori, e una grande scultura in metallo realizzata a quattro mani, a testimonianza di un sodalizio iniziato nel 2009. A prescindere dalla scelta del percorso di fruizione (dall’opera comune a quelle personali o viceversa, o seguendo qualsiasi altra sequenza), i diversi lavori sembrano fin da subito opporre resistenza visiva e fattuale a tentativi d’accostamento teorico. E proprio per questo, forse, risultano prive di riscontro e poco convincenti le affermazioni del testo introduttivo di Cornelia Mattiacci, in cui si disquisisce di “moltiplicare e dilatare le percezioni e fissare in un’immagine o una mappa, il desiderio e l’illusione di dimenticare se stessi per occuparsi delle masse barioniche della terra e delle energie oscure dell’universo”.

Conviene forse, allora, prendere in considerazione i lavori specifici, preparandosi a gettare l’interpretazione laddove non si adegui alle loro caratteristiche, piuttosto che il contrario. Altro non fosse che per le notevoli dimensioni, la scultura sospesa a doppia firma svolge il ruolo di centro dell’impianto espositivo. Realizzata interamente con strisce di lamina metallica – quasi in una citazione tecnica del ‘solido bidimensionale’ di Moebius – assemblate  e piegate a formare una sorta di scheletro preistorico, potrebbe essere descritta come una rivisitazione in chiave darwiniana del concetto classico di mimesis. Il lavoro finito non tradisce infatti in alcun modo le operazioni pianificate e artificiali del tagliare, congiungere e modellare un nastro metallico, osservarne l’effetto e apportarvi correzioni che deve averne caratterizzato la realizzazione, e sembra piuttosto il prodotto di un lento e cieco processo evolutivo per variazione e selezione. Il gioco ben orchestrato di ombre proiettate dalla struttura sulle pareti bianche della galleria, e il blocco di ossidiana nera sospeso di fronte ad essa accentuano questo effetto, e si è tentati di attribuire all’atmosfera che ne deriva una valenza sacrale. La piccola serie di 5 immagini ricavate dalle curve di livello topografiche del ‘bestiario’ Ignazio Mortellaro riconduce a uno stato mentale più sobrio e analitico. L’esercizio ricorda il precetto leonardesco di scoprire paesaggi, volti e creature nelle nuvole o nelle macchie di umidità sui muri.

E Mortellaro lo applica con gusto, evidenziando nella fitta trama delle isoipse un repertorio (che richiama appunto quello dei bestiari) di indefinibili e suggestive figure animali. Morici si avventura invece alla scoperta di richiami simbolici e naturalistici attraverso il mezzo fotografico. Nelle 4 opere presentate, piccoli formati quadrati in bianco e nero, l’artista gioca con la sovraimpressione di immagini stellari su scene di paesaggio, a voler forse indicare una qualche correlazione ‘cosmica’ tra gli elementi naturali. Ma se si rifiuta di aderire a questa idea, veramente un po’ troppo semplicistica, si può discendere con l’occhio sotto i contrasti chiaroscurali delle costellazioni sviluppate in positivo e negativo. Attraverso i livelli fotografici, ci si imbatte allora nella sensibilità di Morici per il mondo naturale e si possono scoprire, o forse proiettare ingiustificatamente, riferimenti alla tradizione del paesaggio, dal Seicento alla macchia.
leopoldo papi
mostra visitata il 21 ottobre 2011
dal 14 ottobre al 26 novembre
Marco Morici e Ignazio Mortellaro – Ossidiana
a cura di Cornelia Mattiacci
CO2 Arte Contemporanea, Via Piave 66, 00186 Roma
Orari: lunedì – venerdì – 11,00 – 19,00 / sabato 16,00 – 19,00
Ingresso: libero
Info: 06 45471209
info@co2gallery.com
www.co2gallery.com
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