Donne Donne è il titolo della mostra di Rita Tondo, che si tiene fino alla fine di luglio alla galleria L’Osanna di Nardò (Lecce).
L’artista presenta una serie di grandi tele, tutte finemente disegnate con tratti di pastello largo e pastoso, raffiguranti donne famose o situazioni tipo della contemporaneità. Sembrano dei cartelloni pubblicitari per la grandezza e delle gigantografie di disegni a matita per la tecnica. Il risultato è quello d’un immagine che richiama la notizia data a stampa, ma si trascina dietro l’amore per la manualità e il legame con il fare sperimentale. Tutti i dipinti sono schermati da un foglio trasparente sul quale è ripetuto ordinatamente in acetato, simulando le colonne d’un quotidiano, la parola donna.
L’artista è donna tra le donne, consapevole del suo status, di cui rivendica la specificità; artista tra professioniste, è in grado di fermare il flusso continuo delle immagini, proponendo una riflessione su icone del nostro contemporaneo. La funzione dell’artista oggi – come sempre – è anche quella di rendere immutabile ciò che invece continua a fluire, rivendicando una prerogativa semplicemente umana che è quella di scegliere.
Dopo anni di militanza (che di questo si tratta) tra le aule dell’Accademia di Belle Arti, di Bologna prima e di Lecce poi, come docente di Pittura, Rita, cosciente del proprio ruolo, stigmatizza ciò che per lei è immagine: un incrocio di diversi linguaggi comunque riconoscibili, provenienti da media differenti. Nel tessuto dell’immaginazione da cui sono ritagliati i diversi ritratti è “stampato” anche quello arguto della giovane figlia, il cui sorriso si apre alla speranza nel futuro. Mentre nell’autoritratto, che è l’unico a stampa digitale, l’artista ride consapevole della propria esperienza, che i suoi occhi chiusi percorrono a ritroso fino ad arrivare circolarmente ai suoi ritratti, quelli della mostra.
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