L’ultima inaugurazione in masseria risale ad alcuni giorni fa con “Il labirinto del Fauno”, una mostra corale in corso fino a fine settembre negli ambienti ipogei de Il Brigantino, seducente location fortificata in contrada torre Spaccata, a pochi chilometri da Fasano. A curarla è Graziano Menolascina, che ha chiamato a raccolta presenze di varie geografie, generazioni e attitudini linguistiche, impegnate intorno a ricerche dal respiro ampio. Il piacere in questo caso è scoprire le opere negli anfratti dello spazio ipogeo, da cui emergono – talvolta a sorpresa – fotografie, sculture, video e installazioni. Dall’ironico rigore ospedaliero dell’installazione di Yo Akao alle mosche in resina poliestere del giovane barese Giuseppe Bellini, a un video di Danilo Bucchi. Dal lavoro site-specific di Giulio De Mitri – sorta di grande ventre che emana radiazioni luminose blu – all’ascetica installazione di Andrea Fogli, alla fotografia di Robert Gligorov, ai segni imperituri di Paolo Grassino, alle malìe plastiche di Iginio Iurilli, che ben si raccordano con le cavità disegnate e modellate dal tempo e dall’uomo sulla pietra. Ed ancora una piccola fotografia acquerellata a mano di Luigi Ontani, soavemente abbarbicata in una piccola nicchia, un video di Shuli Nachson, un Sogno di Hermes di Vettor Pisani, riallestito dalla moglie Mimma, e una video proiezione su scultura in resina di Tony Oursler. Muovendosi poi tra gli ambienti sotterranei de Il Brigantino appaiono – ma sembra quasi che svaniscano con un effetto ottico sempre sorprendente – le maglie metalliche degli animali concepiti da Valeria Sanguini. Vi sono altresì l’enigmatico senso di attesa di un’installazione ambientale di Sergio Ragalzi, una carovana silenziosa ma poderosa di Cristian Raduta, l’ascetica scultura in terracotta di Beppe Sylos Labini e una carta del 2012 di Silvano Tessarolo. Mentre un po’ forzato appare l’allestimento del piccolo ambiente in cui è stata proposta una celebre fotografia a colori di Matthew Barney, perché riccamente addobbato con retoriche reliquie del mondo contadino.
Pertanto “Il labirinto del Fauno” – titolo che richiama alla mente l’omonimo film di Guillermo del Toro – si presenta come una panoramica articolata su numerose problematiche e suggestioni indagate nella contemporaneità, senza la pretesa di mettere il punto su un tema specifico, lasciando libero lo spettatore di muoversi e interpretare. Ed è probabilmente questo uno degli aspetti salienti, insieme alla pregevole qualità di alcune opere, a emergere nella visita di questa mostra. Peccato però che il percorso – almeno durante l’inaugurazione – non prevedeva le didascalie delle opere e che il catalogo non presenti una documentazione dell’allestimento.
Lorenzo Madaro
mostra visitata il primo settembre 2012
dal 1 al 30 settembre 2012
Il labirinto del Fauno
a cura di Graziano Menolascina
Masseria Il Brigantino
C.da Torre Spaccata, Fasano (BR)
Orari di apertura: tutti i giorni dalle 18 alle 22
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