Remo Salvadori alla GNAMC: presentazione del catalogo e nuova acquisizione per il museo

di - 4 Marzo 2026

Domani, giovedì 5 marzo 2026, la GNAMC – Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma ospiterà un incontro dedicato a Remo Salvadori, tra le figure più riconosciute della scena artistica italiana degli ultimi decenni. L’occasione è la presentazione del catalogo della grande mostra Remo Salvadori, tenutasi tra luglio e settembre 2025 a Milano. L’appuntamento, in programma alle ore 18, sarà anche l’occasione per annunciare la donazione alla collezione della GNAMC dell’opera Continuo infinito presente, realizzata nel 1985 e successivamente rielaborata nel 2003, un lavoro significativo della ricerca dell’artista.

All’incontro interverranno Renata Cristina Mazzantini, direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Domenico Piraina, direttore Cultura e direttore di Palazzo Reale a Milano, e Gianfranco Maraniello, direttore dei Musei d’Arte Moderna e Contemporanea del Comune di Milano, insieme alle curatrici della mostra Elena Tettamanti e Antonella Soldaini. Parteciperanno inoltre Marcella Beccaria, vice direttrice del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, e l’architetta e storica dell’arte Adachiara Zevi. Sarà presente anche l’artista.

Remo Salvadori, Alfabeto, 2013 (2016). “Remo Salvadori”, Palazzo Reale, Milano. Foto © Altopiano

Nato a Cerreto Guidi nel 1947, Salvadori ha sviluppato a partire dagli anni Settanta un linguaggio molto personale, che si muove tra scultura, installazione e intervento ambientale. La sua ricerca indaga il rapporto tra materia, energia e percezione, spesso attraverso l’uso dei metalli e una struttura compositiva fondata su proporzioni, geometrie e corrispondenze simboliche.

Dopo la prima mostra personale nel 1971 alla galleria LP220 di Torino, nel corso degli anni Settanta espone in diverse città italiane ed europee, tra cui Milano, Bologna, Napoli, Pescara e Münster. La sua affermazione internazionale si consolida negli anni Ottanta con la partecipazione alla XL Biennale di Venezia e a documenta 7 a Kassel nel 1982, seguite da nuove presenze alla Biennale di Venezia nel 1986 e nel 1993. Nel 1986 partecipa inoltre alla storica mostra Chambres d’Amis al Museum voor Hedendaagse Kunst di Gent e alla rassegna Ouverture II al Castello di Rivoli.

Negli anni successivi espone in numerose istituzioni internazionali. Tra le mostre più rilevanti degli anni ’90 si ricordano la personale del 1991 al Magasin – Centre National d’Art Contemporain di Grenoble, la partecipazione a documenta 9, la presenza alla XLV Biennale di Venezia. Nel 1997 il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato gli dedica una mostra personale, mentre nello stesso periodo partecipa alla rassegna Arte italiana 1945–1995 in Giappone (Nagoya, Tokyo, Tottori, Hiroshima) e nel 1999 alla mostra Minimalia al P.S.1 di New York. Nel 2003 è tra gli artisti presenti alla mostra inaugurale del Mori Art Museum di Tokyo.

Negli anni Duemila prosegue un’intensa attività espositiva con mostre personali alla Galleria Christian Stein di Milano e alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia (2005), oltre alla partecipazione a progetti internazionali come Lives and Works in Istanbul nell’ambito di Istanbul Capitale Europea della Cultura 2010. Nel 2012 è presente nella rassegna Tridimensionale al MAXXI di Roma, mentre nel 2016 realizza due importanti interventi nelle chiese di San Giacomo a Forlì e delle Lacrime a Carrara. Nel 2017 inaugura con una personale lo spazio BUILDING a Milano.

Nel 2018 la Stiftung Insel Hombroich di Neuss gli dedica una grande mostra e nel 2019 riceve il Premio Presidente della Repubblica per la Scultura. PiĂą recentemente ha realizzato progetti site-specific per Legoli, in Toscana, e per la Venice Gardens Foundation presso il convento del Santissimo Redentore a Venezia (2024), oltre a due mostre personali a Milano presso BUILDING e la galleria Christian Stein.

Nel 2025 Milano gli dedica un ampio progetto espositivo diffuso che coinvolge Palazzo Reale, il Museo del Novecento e la Chiesa di San Gottardo in Corte, riunendo oltre cinquant’anni di ricerca.

Remo Salvadori, Verticale, 1991 (1995). “Remo Salvadori”, Palazzo Reale, Milano. Foto © Altopiano

Il catalogo, pubblicato da Silvana Editoriale, si presenta come un progetto editoriale articolato in due volumi raccolti in cofanetto. La pubblicazione approfondisce i principali nuclei della ricerca di Salvadori attraverso i contributi di 34 studiosi provenienti da ambiti disciplinari diversi, dall’arte alla filosofia, dalla storia all’ermeneutica, chiamati a riflettere su 33 lemmi che compongono l’universo concettuale dell’artista.

Tra gli autori figurano alcune delle voci che negli anni hanno accompagnato criticamente il suo lavoro, come Bruno Corà e i compianti Germano Celant e Pier Luigi Tazzi, accanto a studiosi e ricercatori di diverse generazioni. Il secondo volume raccoglie invece le immagini realizzate da Agostino Osio / Alto Piano che documentano l’intero progetto espositivo milanese, articolato tra Palazzo Reale, Museo del Novecento e la Chiesa di San Gottardo in Corte, oltre alla partitura musicale inedita del compositore Sandro Mussida ispirata alla poetica di Salvadori. La forma editoriale scelta è quella di un leporello dispiegabile – soluzione peraltro usata dallo stesso Salvadori in vari libri d’artista –, concepito come una sorta di scultura modulare.

Remo Salvadori, No’ si volta chi a Stella è fisso, 2004 (2025), Sala delle Cariatidi, Palazzo Reale. Foto © Agostino Osio

La presentazione sarà seguita da una visita negli spazi della GNAMC dove sono collocate due versioni dell’opera Continuo infinito presente: quella del 2007, composta da 16 elementi intrecciati in cavo d’acciaio, e la versione del 2003 appena donata al museo. Il confronto diretto tra i due allestimenti permetterà di osservare come uno stesso lavoro possa assumere configurazioni differenti nello spazio.

Realizzata intrecciando cavi d’acciaio in forma circolare continua, Continuo infinito presente condensa molti dei temi centrali della ricerca di Salvadori. La struttura essenziale della scultura, apparentemente minima, richiama il cerchio come figura simbolica del tempo ciclico, della continuità dei fenomeni naturali e del movimento degli astri. Delimitando uno spazio e al tempo stesso custodendolo, l’opera si configura come metafora di un processo senza inizio né fine.

«La donazione di Remo Salvadori arricchisce la collezione della GNAMC con un’opera iconica e testimonia l’opera di un maestro che, dialogando con lo spazio e il tempo, ha sviluppato una poetica tesa all’armonia e alla spiritualità», ha dichiarato Renata Cristina Mazzantini. L’artista, da parte sua, ha commentato: «Sapere la mia opera nel teatro di tanta bellezza, storia e viva memoria fa rivivere nella mia pratica…l’arcobaleno».

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