Joseph Mallord William Turner, Il ramo d’oro; esposto nel 1834; olio su tela, mm 1041 × 1638; Londra, Tate; courtesy Tate
Nel Romanticismo la natura assume una presenza immensa, capace di oltrepassare ogni misura umana e di rivelare una grandezza che suscita stupore e inquietudine. Davanti a montagne, tempeste e orizzonti sconfinati nasce il sentimento del sublime, quell’emozione intensa che accompagna l’incontro con qualcosa di più grande di noi. William Turner dedicò gran parte della sua ricerca proprio a questa esperienza. Attraverso il colore, le variazioni atmosferiche e il movimento degli elementi, riuscì a trasformare il paesaggio in una visione carica di emozione, dove ogni immagine appare in continuo mutamento.
La mostra Turner. L’incanto del lago di Como e del paesaggio italiano, allestita tra Palazzo del Broletto e la Pinacoteca Civica fino al 27 settembre 2026, offre l’occasione di seguire questo percorso creativo attraverso un importante gruppo di opere provenienti dalla Tate di Londra. Il progetto, curato da Elizabeth Brooke e promosso dal Comune di Como insieme al celebre museo londinese, accompagna il visitatore lungo i viaggi italiani del pittore inglese, soffermandosi sul rapporto che instaurò con il territorio e con le sue atmosfere. Il lago occupa un ruolo centrale all’interno dell’esposizione.
Le sue acque, i rilievi che si affacciano sulle rive, la vegetazione e i continui cambiamenti atmosferici offrirono all’artista una fonte inesauribile di suggestioni. Durante il soggiorno del 1819 egli osservò questi luoghi con attenzione, raccogliendo schizzi e appunti che oggi permettono di comprendere la nascita di uno sguardo destinato a evolversi nel corso degli anni. Gli acquerelli esposti al Palazzo del Broletto raccontano proprio quel primo incontro. Il fascino della mostra risiede anche nella possibilità di seguire l’evoluzione di questa ricerca. Le piccole composizioni realizzate per l’edizione del 1830 del poema Italy di Samuel Rogers testimoniano una visione sempre più personale, mentre gli studi cromatici eseguiti tra il 1842 e il 1843 conducono verso una pittura dove il colore acquista un ruolo predominante. Nelle sale della Pinacoteca Civica, il racconto prosegue attraverso quattro dipinti a olio dedicati al rapporto con l’Italia.
La montagna, l’acqua e il cielo si fondono in immagini che catturano il movimento della luce, quasi anticipando l’Impressionismo. Queste opere mostrano anche la progressiva tendenza dell’artista verso forme sempre più libere e vicine all’astrazione. Egli lavora sulla dissoluzione delle immagini e sul movimento continuo degli elementi naturali. È uno dei passaggi più interessanti della mostra perché testimonia quanto il paesaggio italiano abbia inciso sulla maturazione del suo linguaggio pittorico. Grande interesse suscita anche lo spazio Campo Quadro, dove materiali storici appartenenti alle collezioni civiche affiancano il percorso principale. Mappe, stampe e vedute ottocentesche restituiscono l’immagine della città conosciuta dal pittore e permettono di confrontarla con quella attuale.
A completare il percorso contribuisce il film JMW Turner On the Wing, prodotto da Tate Digital, che approfondisce il tema del viaggio attraverso immagini e documenti legati ai luoghi attraversati dal pittore. L’iniziativa coinvolge anche altri spazi cittadini. A San Pietro in Atrio il progetto Feeling Colour, curato da Elizabeth Brooke, è un’esperienza totalmente immersiva. Qui sono esposte le opere di Jim Lambie e David Batchelor che affrontano il tema del colore in un mondo in cui proprio il colore sembra essersi affievolito.
L’intervento di Jim Lambie, costruito con bande di nastro vinilico colorato, modifica completamente la percezione dello spazio e il visitatore viene immerso in una dimensione ipnotica David Batchelor si inserisce con una riflessione legata al contesto urbano attraverso materiali industriali che richiamano il paesaggio contemporaneo delle città. È uno stupore immediato quello che si prova entrando. Più che una mostra monografica, il progetto crea un ponte tra epoche e linguaggi diversi attraverso temi comuni come il viaggio, la luce e l’esperienza del paesaggio. Il risultato è un percorso equilibrato, capace di valorizzare il patrimonio della città e di restituire un William Turner vicino alla sensibilità contemporanea. Fuori dalle sale il lago continua a essere lo stesso.
Eppure qualcosa appare cambiato. Forse perché, dopo aver ammirato le sue opere, anche un riflesso sull’acqua sembra contenere molto più di quanto si credesse. La rassegna, realizzata in partnership con la Camera di Commercio Como-Lecco e con il supporto di Villa, Erba The Exhibitions Agency e ASF, vede anche la partecipazione di The House of Travellers.
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