Nasce Large: a Parigi un’ex fabbrica Renault diventa centro d’arte contemporanea

di - 15 Giugno 2026

Parigi si prepara ad accogliere un nuovo centro dedicato all’arte contemporanea: aprirà nell’autunno del 2026 Large, spazio culturale promosso dal Gruppo Emerige – una delle principali società immobiliari private francesi, fondata nel 1989 – e dal suo presidente Laurent Dumas, che sorgerà sull’Île Seguin, storica isola industriale della Senna, tra Boulogne-Billancourt e Sèvres, a ovest di Parigi, un tempo occupata dagli stabilimenti Renault. Affidato alla direzione di Paula Aisemberg, il nuovo centro inaugurerà il 17 ottobre con una grande mostra curata da Cecilia Alemani, intitolata Imaginary Engine: From Masterpieces of the Collection Renault to Artists of Today.

Le Large – Centre d’art de la Pointe des Arts – Île Seguin. c. RCR Arquitectes Crédit photo : Nicolas Trouillard

Come cambia un sito industriale

Large si presenta come un centro ibrido dedicato alla scena artistica francese e internazionale. Il nome richiama sia l’idea di vastità sia l’espressione francese “prendre le large”, prendere il largo, suggerendo un movimento verso nuovi orizzonti culturali. Il progetto occupa 5mila metri quadrati, di cui 2.500 destinati alle esposizioni, all’interno di un edificio progettato dallo studio catalano RCR Arquitectes, vincitore del Premio Pritzker nel 2017, in collaborazione con l’agenzia CALQ.

Le Large – Centre d’art de la Pointe des Arts – Île Seguin. c. RCR Arquitectes Crédit photo : Nicolas Trouillard

L’apertura di Large rappresenta anche un nuovo capitolo nella trasformazione dell’Île Seguin. Per oltre un secolo il sito è stato identificato con la grande fabbrica Renault, simbolo dell’industrializzazione francese e delle lotte del lavoro del Novecento. Dopo la chiusura degli impianti negli anni Novanta, l’isola è stata progressivamente riconvertita in polo culturale e urbano. Large sorgerà infatti all’interno della nuova Pointe des Arts, un intervento da 53mila metri quadrati che comprende anche un cinema Pathé con otto sale, un hotel da 230 camere, uffici, ristoranti e spazi commerciali.

Le Large – Centre d’art de la Pointe des Arts – Île Seguin. c. RCR Arquitectes Crédit photo : Nicolas Trouillard

Una mostra inaugurale tra industria e arte contemporanea

Per inaugurare il nuovo centro, Cecilia Alemani ha concepito una mostra che prende le mosse dalla memoria industriale dell’isola e dal rapporto storico tra Renault e il mondo dell’arte. A partire dagli anni Sessanta, infatti, la casa automobilistica francese avviò un innovativo programma di collaborazioni con artisti che contribuì alla formazione di una collezione oggi considerata tra le più importanti raccolte aziendali europee.

Shirin ALIABADI, Série Girls in Cars, série 1-4, 2005 © Shirin Aliabadi et Third Line Gallery

Imaginary Engine riunirà 120 opere realizzate dagli anni Trenta a oggi, provenienti in larga parte dalla collezione del Fonds Renault pour l’Art et la Culture, accanto a prestiti e a 17 nuove commissioni prodotte appositamente per Large. In totale saranno coinvolti 55 artisti provenienti da 23 Paesi, con una presenza quasi paritaria tra donne e uomini e una forte attenzione alla scena francese contemporanea.

Thomas BAYRLE, Conducter Galaxy Wiper, 2012-2013 © Thomas Bayrle, Pinacoteca Agnelli, Turin et neugerriemschneider, VG Bild-Kunst, Bonn Photographie : Sebastiano Pellion di Persano

«L’automobile appare qui come un potente simbolo di innovazione, progresso e libertà», ha spiegato Alemani. «Ma anche come catalizzatore di trasformazioni tecnologiche, ambientali e sociali». La mostra utilizza infatti la fabbrica, il motore e la catena di montaggio come metafore per riflettere sulle tensioni tra individuo e collettività, tra produzione industriale e immaginazione.

Il percorso si articola in cinque sezioni. Factory of My Thoughts rievoca il programma Recherche, Art et Industrie promosso da Renault negli anni Sessanta, con opere di artisti come Jean Dubuffet, Victor Vasarely, Jean Tinguely, Arman, Julio Le Parc e Simon Hantaï. Driving Forces affronta invece la macchina e la produzione industriale come dispositivi simbolici del Novecento, attraverso artisti come Thomas Bayrle, Fischli & Weiss, Nina Beier e Bertrand Lavier.

Mohamed EL KHATIB, R12 cathédrale, 2026 © Mohamed El Khatib, Photographie : Mohamed El Khatib et Yohanne Lamoulère / Tendance Floue

La sezione Social Bodies si concentra sulle comunità del lavoro, sulle memorie operaie e sulle identità collettive, con opere di Leila Alaoui, Randa Maroufi, Clément Cogitore, Giulia Andreani e Mohamed El Khatib. Objects of Desire esplora il rapporto tra automobile, desiderio e identità attraverso lavori di Niki de Saint Phalle, Selma Selman, Kenneth Anger, Bianca Bondi e Oliver Beer. Infine The Human Machine guarda agli scenari dell’automazione e del postumano con opere di Sara Sadik, Théo Mercier, Monira Al Qadiri, Valentin Ranger e Madeline Hollander.

Tra gli artisti presenti figurano inoltre Ed Ruscha, Laure Prouvost, Mohamed Bourouissa, Valérie Belin, Neïl Beloufa, Thu-Van Tran, Rose B. Simpson, Judy Chicago, Jean-Luc Moulène, Kathleen Ryan e Ivana Bašić.

Erró Motor scape, 1984 Photographie : Georges Poncet © Fonds Renault pour l’Art et la Culture © ADAGP 2026

Renault e l’arte: un caso studio

La scelta di dedicare la mostra inaugurale al rapporto tra arte, industria e automobile affonda le radici nella storia stessa di Renault come committente culturale. Nel 1967 Claude-Louis Renard, responsabile delle relazioni con il personale dell’azienda e appassionato d’arte contemporanea, convinse il presidente Pierre Dreyfus a lanciare il programma Recherche, Art et Industrie, una delle più originali esperienze di mecenatismo industriale del secondo Novecento. L’iniziativa invitava gli artisti a lavorare direttamente all’interno degli stabilimenti Renault, utilizzandone le risorse tecniche e instaurando un dialogo con operai, tecnici e ingegneri.

Carte postale, usine de Billancourt 1er janvier 1905 © Renault Communication – Droits réservés

Si sviluppò così un laboratorio in cui produzione industriale e sperimentazione artistica si intrecciarono attraverso le ricerche di figure come Jean Dubuffet, Victor Vasarely, Jean Tinguely, Arman, Robert Rauschenberg, Pierre Alechinsky e, successivamente, Jean-Luc Moulène. Attivo fino al 1986, il programma rappresentò uno dei più significativi tentativi europei di mettere in relazione creatività e industria, in parallelo ad esperienze come quelle di Olivetti in Italia o del progetto EAT – Experiments in Art and Technology negli Stati Uniti.

Questo patrimonio è oggi custodito dal Fonds Renault pour l’Art et la Culture, istituito nel 2024 per riunire le collezioni storiche del gruppo e sostenere la produzione artistica contemporanea. Il fondo conserva circa 350 opere realizzate dagli anni Trenta a oggi e ha scelto di orientare il proprio sostegno verso le pratiche urbane contemporanee, considerate una naturale prosecuzione dello spirito sperimentale che aveva caratterizzato le collaborazioni storiche dell’azienda.

Imaginary Engine rappresenta il primo grande progetto pubblico di valorizzazione di questo patrimonio, riportando sull’Île Seguin capolavori della collezione Renault che in molti casi non venivano esposti da oltre quarant’anni. Il percorso culminerà nel 2027 con l’apertura, presso il sito industriale di Flins, di un museo permanente dedicato sia alle collezioni automobilistiche sia al patrimonio artistico del gruppo francese.

Transport Fluvial, chargement de 4 CV Renault en cale, 1er janvier 1948 © Renault Communication – Droits réservés

Il nuovo Large di Parigi, un centro per la scena francese

Se la mostra inaugurale assume una dimensione internazionale, la missione di Large guarda innanzitutto alla valorizzazione della scena artistica francese. Il nuovo centro nasce infatti come luogo di produzione, esposizione e trasmissione culturale, con l’obiettivo di sostenere artisti emergenti e figure storicizzate, promuovendo la circolazione delle pratiche contemporanee attraverso mostre, commissioni e programmi pubblici.

Le Large – Centre d’art de la Pointe des Arts – Île Seguin. c. RCR Arquitectes Crédit photo : Nicolas Trouillard

«Large è un invito a cambiare prospettiva e ad ampliare i nostri orizzonti», ha dichiarato Laurent Dumas. «L’arte trasforma il nostro modo di vedere il mondo e per questo è essenziale condividerla e renderla accessibile al maggior numero possibile di persone».

Le Large – Centre d’art de la Pointe des Arts – Île Seguin. c. RCR Arquitectes Crédit photo : Nicolas Trouillard

Attraverso la combinazione di architettura, produzione culturale e apertura alla città, il nuovo centro punta a inserirsi nel panorama delle grandi istituzioni parigine dedicate all’arte contemporanea, contribuendo alla ridefinizione dell’Île Seguin come uno dei principali poli culturali della regione metropolitana francese.

Articoli recenti

  • Mercato

Sette mostre da non perdere nella settimana di Art Basel 2026

Da Helen Frankenthaler a Chloe Wise: guida alle mostre in corso tra musei e fondazioni di Basilea e dintorni, da…

15 Giugno 2026 18:12
  • Mostre

Giulia Cantarutti, Langue verte, la nuova mostra di Alveare Culturale Studio

Con “Langue verte” Giulia Cantarutti costruisce un percorso alchemico negli spazi di Alveare Culturale Studio a Milano, tra simboli animali…

15 Giugno 2026 18:00
  • Arte antica

Il Lago di Como nello sguardo di Willam Turner: natura, luce e invenzione del paesaggio

Un importante nucleo di opere provenienti dalla Tate di Londra racconta il rapporto dell'artista con l'Italia e il ruolo del…

15 Giugno 2026 18:00
  • Arti performative

Una performance ci invita a guardare come alberi: L’incanto al Mattatoio di Roma

Il Mattatoio di Roma ospita L'incanto di John Cascone e Veronica Cruciani: performance e video si uniscono per coinvolgere il…

15 Giugno 2026 16:26
  • Mostre

Sorellanza, arte e vita: Anna Raimondo canta bell hooks a Napoli

Una canzone nata da un libro sull’amore, due voci neomelodiche, un vinile e tre anni di lavoro: il progetto di…

15 Giugno 2026 14:32
  • Danza

goldroom: i fantasmi della memoria abitano l’Overlook Hotel del gruppo nanou

Al Ravenna Festival debutta goldroom del gruppo nanou: un’installazione coreografica ispirata all’Overlook Hotel di Stanley Kubrick, uno spazio di fantasmi,…

15 Giugno 2026 12:30