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Fino al 30.VI.2019 | Ritmo Bodoni | La Castiglia, Saluzzo

di - 11 Giugno 2019
Alla Castiglia di Saluzzo, la contemporaneità incontra il “Carattere” di Giambattista Bodoni, storico tipografo saluzzese. La mostra “Ritmo Bodoni”, allestita nelle sale dell’Istituto Garuzzo per le Arti Visive alla Castiglia di Saluzzo in occasione della rassegna Start / Storia e Arte, rende omaggio al Carattere Bodoniano. Lo fa con un percorso che risalta proprio quell’aspetto formale tipico dello stile creato da Giambattista Bodoni, il ritmo. Il dialogo con le opere degli artisti invitati dai curatori Claudia Borrelli e Mario Francesco Simeone si dirama seguendo i quattro principi cardine del carattere inventato dal tipografo saluzzese: regolarità, nettezza e forbitezza, buon gusto e grazia.
Seguendo questo percorso ideale, si comincia con la regolarità, base dell’opera di Claudio Beorchia, Pool. Si tratta di parte di un progetto più ampio, Isoman, che Beorchia ha realizzato ricercando la possibilità di ridurre la figura umana, spoglia di qualsiasi emozione, a una riproduzione regolare di moduli. In Pool, piscina in inglese, questo concetto prende forma grazie alla composizione di specchi di forma quadrata. Si assiste al superamento della dimensione emotiva dell’uomo, che torna nel momento di riposo, con un tuffo in piscina. Proseguendo, con l’opera di Antonella Raio, Genuflessione, la regolarità torna protagonista con l’alternanza della profondità di piccole sculture, della superficie del timbro e della ceralacca sul foglio. Tre elementi che analizzano il gesto dell’inginocchiarsi, un’azione che può indicare sia sudditanza, sia meditazione e riflessione. La reiterazione e la regolarità del gesto sono al centro della ricerca anche nel video Concierto a 64 manos di Calixto Ramirez. L’artista fa diventare una parte del corpo, la mano, l’unico strumento attraverso il cui battito cadenzato sul pentagramma è possibile riprodurre l’armonia di una composizione musicale. Terminata la sezione dedicata alla regolarità si passa all’eleganza del “bel carattere”. E qui bene si sposa l’opera L’estetica dell’apocalisse di Pamela Diamante. Un insieme di composizioni fotografiche che associano un’immagine realizzata da un altro artista, a quella di un evento catastrofico o di una calamità naturale. Una “estetica del dramma” che nel mondo odierno è possibile grazie alla sovrapposizione della comunicazione veloce via web dei disastri del nostro tempo. Sempre legato a un concetto di eleganza e nitidezza si associa la ricerca di Flaviano Esposito, Specola, una riproduzione nitida e perfetta di un paesaggio contemporaneo, quasi futuristico, generato da flussi di informazioni che circonda ormai l’uomo. L’individuo è così alla ricerca di nuovi punti di riferimento per orientarsi e cercare un proprio equilibrio tra i ricordi di un mondo tangibile, ma ormai perduto, e uno astratto, matematico, indirizzato verso il futuro.
Ritmo Bodoni, vista della mostra
Quando si parla di buon gusto in riferimento all’arte bodoniana, entra in gioco il debito verso la classicità. Giusta collocazione trovano allora le opere di Fabrizio Cotognini, Emanuela Ascari e Giulio Delvè. Il primo con Silence…(A Giorgio) rivela la sua passione per il passato e i grandi maestri del disegno e dell’incisione antica. Lo fa attraverso due elementi: un light box dal quale emerge il volto di un giovane realizzato in stile caravaggesco, e un’incisione su carta emulsionata. Un omaggio all’antico buon gusto ma anche alle vibrazioni della luce e delle sue possibilità. La ricerca di Emanuela Ascari è durata il tempo di un intero viaggio nel mondo agricolo e rurale della la penisola italiana. In questi luoghi fatti di passato e tradizioni, l’artista ha collocato una scritta in legno di pino che ha poi fotografato per comporre il progetto Ciò che è vivo – culture tour, inserito all’interno di un book in canapa dispiegato e posizionato in mostra alla Castiglia sopra un asse di legno. Passato rurale e contemporaneità estetica che si unisco armoniosamente dal nord al sud d’Italia. Giulio Delvè conduce il fruitore nel passato grazie all’opera Crown Chakra che insieme può sembrare un fossile preistorico, un gioiello o un antico manufatto indiano. Ma è l’energia che emana il piccolo oggetto a essere al centro della ricerca dell’artista. Un simbolo infatti quello del chakra che rimanda alla connessione di tutti noi con l’universo.
Infine, l’ultima qualità della scelta bodoniana, la grazia o l’incanto, si riflette nelle opere degli Afterall e Valerio Rocco Orlando. In mostra, il duo composto da Silvia Esposito ed Enzo Esposito propone, attraverso uno scatto fotografico, l’attenzione e la cura nel gesto di riproduzione a ricamo del tratto sottile rappresentato sul “Disco di Efesto”, un antico e altrettanto misterioso manufatto ritrovato sull’isola di Creta. Una rilettura emotiva della storia grazie allo strumento dell’arte. Per il progetto Osmosi, invece, Orlando ha riprodotto un’opera partecipativa nei confronti dell’arte contemporanea e del suo pubblico, quest’ultimo talvolta in difficoltà quando si tratta di comprenderla davvero. Su un foglio di carta appaiono le domande scritte a mano del personale di 25 musei della rete Amaci da lui coinvolti. Ognuno ha espresso i propri pensieri a metà tra il senso di appartenenza all’istituzione e la propria personalità, le proprie idee. E così compaiono frasi come “Gli artisti parlano la tua lingua?”, “Sapresti farlo anche tu?” , “Ma le arti ci salvano la vita?”. Domande che lasciano spazio all’immaginazione e interrogano tutti, ciascuno accomunato dalla curiosità e dall’interesse per l’arte.
Chiara Gallo
mostra visitata il 26 aprile
Dal 26 aprile al 30 giugno 2019
Afterall, Emanuela Ascari, Claudio Beorchia, Fabrizio Cotognini, Pamela Diamante, Giulio Delvè, Flaviano Esposito, Antonella Raio, Valerio Rocco Orlando, Calixto Ramirez, Ritmo Bodoni
La Castiglia
Salita al Castello, 12037 Saluzzo CN
Orari: lunedì – giovedì – venerdì – sabato 10-13/14-18, domenica e festivi 10-13/14-19
Info: nfo@igav-art.org

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