Una piacevole “passeggiata” artistica quella che ci propone la galleria La Panchetta, da sempre punto di riferimento dei maggiori artisti locali. A fare da protagoniste in un’atmosfera intima e familiare sono le opere di Andrea Volo, pittore e incisore siciliano.
Andrea Volo, nato a Palermo, studia presso l’Accademia di Belle Arti, prima a Palermo poi a München, diplomandosi nella classe di pittura di Jean Deyrolle nel 1967. Frequenta nel 1962 e nel 1963 l’officina di litografia diretta da Slavj Soucek, presso la Kokoschkaschule di Salzburg. Vive a Roma dal 1967.
Queste brevi notizie biografiche, saranno utili allo spettatore come approccio per comprendere la poliedrica formazione dell’artista e, di conseguenza per apprezzare in maniera più completa gli esiti formali.
La mostra è dedicata idealmente all’ultimo viaggio di Michelangelo Merisi da Caravaggio, iniziato a Malta e conclusosi tragicamente sulla spiaggia di Porto Ercole il 18 luglio 1610. Al sopraggiungere della morte del Caravaggio, Volo dedica due quadri nella mostra che sembrano fissare altrettante prospettive della stessa scena, caricate dai toni mediterranei che accompagnano l’excursus di questo itinerario.
Ad un primo sguardo non si avverte drammaticità nei suoi dipinti, ma una serena riflessione sui luoghi, sui passaggi che implicano gli spostamenti e la vita stessa; serenità data forse da un artista maturo che ha avuto la possibilità di confrontarsi e probabilmente di liberarsi dalle ossessioni violente che attraversano l’attività di un pittore attento al dibattito internazionale.
Suggestivi i paesaggi di Sicilia, commento e ricordo delle radici dell’autore, che, attraverso una descrizione bidimensionale, stimola l’immaginazione dell’osservatore e lo accompagna, a volo d’uccello, sulla campagna sicula.
Volo regala, inoltre, poetiche visioni d’insieme e repentine messe a fuoco su soggetti in primo piano, affiancando sapientemente il generale e il particolare, dando la possibilità di entrare nei paesaggi che sembrano troppo distanti, annullando in questo modo due variabili che scandiscono inesorabilmente la vita dell’uomo dalla sua origine: il Tempo e lo Spazio….
Qualche commento riguardo l’allestimento: uno spazio limitato ma confortevole, quello a disposizione della galleria La Panchetta, con un’illuminazione di scarso valore estetico, ma efficace per un’adeguata osservazione delle opere, che occupano quasi completamente le pareti.
Un’occasione da non perdere, quindi, per entrare in contatto con il dibattito artistico contemporaneo, attraverso l’interpretazione personale di un artista “colto come pochi altri della sua generazione”.
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Molto carina e sempre puntuale Maria Pezzica !!!
Dipinti bellissimi, colori caldi e seducenti, degni ad onorare il grande Caravaggio, in ricordo del suo ultimo viaggio.