Artisti di area
prevalentemente italiana, guidati dalla curatrice Lia De Venere e dal soprintendente
Fabrizio Vona, si sono comparati con la prima opera lirica in cartellone, Napoli
milionaria: tre atti musicati da Nino Rota e libretto scritto nel ’77 da
Eduardo De Filippo, ispirato alla commedia del 1945 nonché al film omonimo.
Il percorso – nel
decoratissimo Palazzo Ducale, oscillante tra barocco e rococò – è introdotto da
opere che raccolgono anche testimonianze e documenti storici, come la inedita
videoproiezione di Bianco-Valente, freneticamente animata da scritti di Malaparte,
Ortese, De Luca, La Capria, Lanzetta, a ribadire i precari equilibri esistenti
nel Settecento, rintracciabili nel tessuto sociale partenopeo attuale; e
l’intervento di Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini, che rileggono un epistolario
intercorso tra i nonni di lei corredandolo di reperti sonori di Mussolina,
Turati, Pio X, Hitler, canti di deportati, inni fascisti; analogamente, ancora,
le foto e il video di Raffaela Mariniello sono un’efficace sintesi in b/n di
scorci sospesi nel tempo di una Napoli ancora ferita.
Raffaele Fiorella sceglie, similmente
ad Anila Rubiku, il tema degli agglomerati urbani che racchiudono, come monadi
luminose, una vita silenziosa, quando non vivace e litigiosa. Tra le due
fresche e suggestive proposte, quella del promettente Fiorella è penalizzata
dalla frequente riedizione dei suoi piccoli box bianchi con retroproiezioni
animate, fattore che priva dell’emozione della sorpresa.
Se deboli appaiono Filippo
Centenari e Ennio Bertrand, più riuscite sono le soluzioni di Brice
Cornelio Coniglio (del gruppo ConiglioViola) e Tarshito, entrambe cariche di
quel kitsch che non guasta, trattandosi di Napoli, in un’esposizione
complessivamente molto “compita”. Brice Coniglio – sorprendentemente per nulla
“virtuale” – popola con una varietà di cappelli vintage un albero rinsecchito
che ricorda L’albero degli zoccoli di Olmi, oltre al siparietto del film cui
allude.
Tarshito propone una ri-collocazione dei suoi lussuosi vasi in ceramica
dorata, raccolti a mo’ di ex voto sull’altare di una preziosa cappelletta:
all’apparenza il meno “contemporaneo”, traduce compiutamente il connubio tra
location e – in quanto espressamente ispirato alla generosità popolare
napoletana – humus ispiratore della mostra.
Bianco e Valente a Roma
Ottonella
Mocellin e Nicola Pellegrini alla Fondazione Merz
giusy caroppo
mostra
visitata il 21 luglio 2010
dal 21 luglio al 31 agosto 2010
Nove artisti per “Napoli milionaria”
a cura di Lia De Venere e Fabrizio Vona
Palazzo Ducale
Piazza Roma – 74015 Martina Franca (TA)
Orari: ore 17-22; dal 27 al 29 agosto ore 17-20
Ingresso libero
Info: tel. +39 0805285209; mob. +39 3341019918; arting.press@fastwebnet.it; www.spsae-ba.beniculturali.it
[exibart]
Co-creazione, intelligenza artificiale e patrimonio: Dicolab lancia i nuovi percorsi formativi gratuiti per professioniste e professionisti del settore culturale. Aperte…
Al Parco delle Acacie di Pietralata, una campagna di archeologia preventiva ha portato alla luce un antico complesso composto, tra…
La mia indagine verte sull’importanza della forma in pittura, e sulla dissoluzione della stessa e dei contorni dell’immagine alla ricerca…
Imprenditrice di successo, collezionista d’arte e mente visionaria dietro il progetto Archivorum, Mia Rigo rappresenta oggi una fonte di ispirazione…
Il documento che sancì la nascita di Apple approda in asta come una reliquia del mito tecnologico americano. Lo firmarono…
Fino al 15 febbraio 2026 Triennale Milano presenta Ettore Sottsass. Mise en scène, che ripercorre la vita del grande intellettuale,…