Con Blow up, una mostra dedicata all´oggetto „pneumatico“ dagli anni Sessanta ad oggi, il Vitra Design Musem di Berlino inaugura la sua seconda, riuscita esposizione
Gli artisti sono dei palloni gonfiati? Se alla domanda è forse meglio non rispondere, il Vitra Design Museum di Berlino ci regala almeno una certezza: i palloni gonfiati possono essere arte. E non solo i palloni, ma vestiti, oggetti di arrredamento, soluzioni architettoniche, tutto reinventato sotto le spoglie del „gonfiabile“.
Lo dimostra l´esposizione Blow up visitabile al Vitra Design Museum fino al 4 febbraio: oggetti di artisti, architetti, stilisti e designers in un percorso eterogeneo per stili, materiali e fini di ma unificato dalla cifra comune del „pneumatico“.
Le diverse sezioni della mostra (innovazione e tecnica, sicurezza, gioco, imitazione, ipertrofia, corpo e abitat) forniscono esempi di tutti i generi, concedendo un ampio spazio alle mille applicazioni tecniche che il semplice abbinamento materiali plastici/aria ha potuto permettere, dalla tuta spaziale, all´air bag, fino ad arrivare all´ultimo modello delle scarpe da ginnastica Nike: fulgido esempio di come siano labili i confini tra prodotto industriale, oggetto di design e fenomeno di costume.
E come questi confini si intreccino continuamente, cosí si intrecciano continuamente opere, epoche e stili del gonfiabile nella mostra del Vitra Museum, in un percorso che mantiene molta della giocosità promessa dal tema. Si passa cosí dall´enorme opera „Sport#7“ in Pvc e aria realizzata nel 1998 da Lang e Baumann, che molti visitatori utilizzano come divertente sofà, alla pedana girevole con vestiti di Moschino, Issey Myake o Gucci, ai Jeff Koons o Sonya Rykiel gonfiabili fino alle nuove applicazioni (radio e lettori cd „pneumatici“) del contemporaneo studio „desaster.com“. A dimostrare come, dopo il boom degli anni Sessanta e Settanta, ora le possibilitá del gonfiabile nel campo del design stiano vivendo una nuova rinascita.
Nicoletta Grillo
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