Una criniera di capelli, lo sguardo mite e malinconico ma che vedeva attraverso, la sigaretta perennemente accesa all’angolo della bocca e quelle sue mani grandi e nodose che erano in grado, ogni volta, di scavare l’anima nell’argilla, di estrarne il respiro profondo e di dare forma e suono alla figura umana, realizzata poi nel bronzo o semplicemente schizzata a penna biro su un banale foglio di giornale. Così appare Alberto Giacometti nelle grandi fotografie che lo ritraggono nel suo studio e che introducono l’importante rassegna a lui dedicata e appena aperta al Maga di Gallarate. Curata da un grande specialista di Giacometti, ma anche di Bacon, l’inglese Michael Peppiard che gli ha dedicato 40 di vita e di ricerca, la mostra “ Alberto Giacometti. L’anima del Novecento.
E un motivo in più per visitarla è dato dal fatto che possiamo ascoltare persino la voce dello stesso Giacometti nei filmati che accompagnano l’esposizione: una voce profonda e pacata che invita, come del resto tutta la sua opera, a un viaggio nella visione e nella meditazione.
nicoletta pallini
mostra visitata il 5 marzo 2011
Dal 5 marzo al 5 giugno 2011
Alberto Giacometti. L’anima del Novecento. Sculture, dipinti, disegni.
a cura di Michael Peppiard
Maga, Museo Arte Gallarate, Via de Magri, 1
Orario: da martedì a domenica 9.30-19.30, domenica chiuso
Ingresso: intero ridotto
Catalogo Electa
Info:02/542757 www.museomaga.it
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Opere all'altezza della fama di Giacometti, con disegni e appunti che sono delle vere perle di poesia, intuizioni, pensieri e altre cose colte al volo.
Ma cosa dire della penosa presentazione dei lavori?
Evabbene che i lavori di Giacometti costano un patrimonio, ma sembra di aggirarsi in una gioielleria! e gli specchi? chi ha pensato a queste assurdità dietro le sculture, e che cavolo ci faccio io dietro la scultura? voglio guardarmi con attenzione la sua opera e mi ci trovo continuamente di mezzo! Mai visto niente di più penoso, o forse volevano accontentare la sciura Maria del gallaratese... con luccichii e swaroskate? Mah!
e delle finestre aperte nelle mura sospese che dire? che è bello vedere continuamente le gambe degli altri visitatori? sculture viventi in mezzo alle sculture? un fastidio continuo. ma chi è questo genio?
complimenti per le opere, pollice verso per il resto.
L'apologia del genio, che atroce malattia.
che dire...a volte i museografi dovrebbero mettere a tacere la propria megalomania sussurrare delicatamente per far urlare le opere soltanto..in molti non possiedono le chiavi di un mestiere così delicato tanto che spesso vediamo allestimenti del tutto simili a catafalchi ingombranti....ciao Margaretha!!!!
Io francamente ho apprezzato gli specchi che consentono di vedere a tuttotondo l'opera, girandoci virtualmente dietro.
Va bene essere critici, ma che le critiche abbiano senso...
Il museo è interessante e molto ben gestito
Mostra di qualità.