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fino al 9.VI.2013 | L’angelo del bizzarro. Il Romanticismo Nero da Goya a Max Ernst | Parigi, Musée d’Orsay

di - 11 Aprile 2013
L’oscurità, il terrore, il macabro e il sopranaturale sono aspetti che l’uomo non si è ancora stancato di cercare. L’industria culturale del divertimento continua con successo a stimolare la nostra fantasia con mostri, streghe, vampiri, castelli infestati dagli spettri e cimiteri abbandonati. Nei parchi divertimento ci sono intere sezioni a tema, che ci consentono di simulare l’ebbrezza della vertigine, di rivivere, in scenari da film horror e ambientazioni lugubri perfettamente ricostruite, forti esperienze emotive.

È nel 1930, in un testo dal titolo La carne, la morte e il diavolo nella letteratura romantica, che il critico e letterato italiano Mario Praz conia il termine “romanticismo nero”. Questa tendenza che coinvolge le arti e la letteratura ha origine nella grande e violenta frattura provocata dalla Rivoluzione francese. Le guerre e il Terrore generano inquietudini e incertezze. Il sentimento di una perdita del controllo sulla scienza e sulla natura umana è ormai diffuso.
Dopo una prima tappa presso lo Städel Museum di Francoforte la mostra parigina, che prende il titolo da un racconto di Edgar Allan Poe (Angel of the odd), cerca di raccontare il lato oscuro del Romanticismo, ripercorrendo quasi tre secoli, dal XVIII agli anni ’30 del XX secolo, e con oltre duecento opere, tra dipinti, incisioni, sculture e film.
“Il sonno della ragione genera mostri”, cita il titolo di una famosa incisione di Goya, che serve a sottolineare la caduta dei valori dell’Illuminismo. L’immaginario artistico di Füssli, William Blake e Delacroix, come in un terrificante sogno, si popola di creature luciferine, di mostri e spettri, tratti dalle opere di Dante, Shakespeare e Milton. Lo spirito dell’uomo finalmente libero dalle costrizioni morali, sperimenta la potenza degli spazi aperti, la forza indomita e imprevedibile della natura, che diviene il soggetto centrale nelle opere di Gericault,Victor Hugo e nei paesaggi di Carl Friedrich.
Il romanticismo nero sembra assopirsi ma la seconda rivoluzione industriale, i disordini e cambiamenti sociali, l’affievolirsi del positivismo scientifico la crescente perdita di fiducia nel progresso e lo fanno riaffiorare.
La crescente urbanizzazione inquieta e intimorisce. Gli artisti fuggono dalla modernità e si rivolgono all’occulto, alla stregoneria e alla mitologia classica. Stregoni, centauri, meduse e donne vampiresche diventano i soggetti delle opere di Böklin, Rops, Munch e Moreau.
L’ultima sezione è dedicata al Surrealismo, il quale risponde all’assurdità e alla distruttività della prima guerra mondiale cercando ispirazione nelle precedenti forme di sovversione. Lo stordimento, il vizio, il perturbante, l’abbandono del controllo del corpo e dell’inconscio ritornano nelle opere di Max Ernst, Dalì, Bellmer e Andrè Masson.
Infine, è l’America della grande depressione che fissa l’immaginario collettivo sul romanticismo nero grazie alla produzione di grandi classici del cinema horror, come Frankenstein e Dracula.
Ottavia Alloisio Crucitti
mostra visitata il 9 marzo 2013
dal 5 marzo al 9 giugno 2013
L’angelo del bizzarro. Il romanticismo nero da Goya a Max Erns
A cura di Felix Krämer e Côme Fabre
Musée d’Orsay
1, rue de la Lègion-d’Honneur
Orario: martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 9,30-18
giovedì 9,30-21,45
lunedì giorno di chiusura
Gratuito fino a 18 anni
Info: tel +33 (0)1 40 49 48 14 – www.musee-orsay.fr

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