Per il terzo appuntamento di SPIRITO DUE, Giubilarte Eventi chiama lâartista tedesco Ian Tweedy (Hahn, Germania, 1982. Vive a New York) a confrontarsi con lo straordinario spazio dellâex ospedale di Santo Spirito in Sassia. La risposta è stata Retracing my steps, performance painting a cura di Valentina Ciarallo e Ludovico Pratesi, realizzata e presentata il 25 novembre con unâintensa affluenza di pubblico.
La scelta dellâartista è quella di inserire unâimponente quinta nella parte terminale dellâaula e di sfidare se stesso in un corpo a corpo con la superficie da dipingere: unâintensa resa dei conti con il proprio passato. Le immagini degli anni giovanili da graffitista metropolitano di Tweedy, scorrono e si intrecciano sulla grande parete bianca, fornendo lo spunto allâispirazione gestuale e pittorica dellâartista. Due secchi di pittura grigio scuro allâestremitĂ dello spazio e altrettanti pennelli a punta circolare agganciati ad aste di due e sei metri circa, sono gli strumenti a sua disposizione. Nei secondi di permanenza di ogni immagine Tweedy sceglie i segni da ricalcare e conservare nella sua opera murale: privilegia le tag e le mistilinee dei graffiti; i volti dei suoi amici e i loro cappucci; lo skyline di colline e paesi; la realtĂ urbana di stazioni, cantieri e muri illegali.
E i segni prodotti, mano mano si fondono con i nuovi contesti integrando le diverse dimensioni temporali. Il lavoro è continuo e instancabile, senza sosta per due ore e tutto il corpo è coinvolto nel guidare il pennello con estrema precisione. Il tratto non è sempre costante, talvolta lascia segni lievi, ma lâartista non sembra curarsene: non intinge il pennello una volta di piĂš del necessario. Lâintera operazione performativa è concentrata sullâuniverso Tweedy, il rapporto con il contesto è vissuto nellâaspetto dimensionale, mentre quello visivo è rimandato al momento conclusivo. La religiosa e adorante attesa del pubblico, sostenuto da pizza bianca del borgo e birra, termina con lâimmagine di nubi infuocate dal sole.
Lâartista si allontana e guarda il suo lavoro, poi raccoglie il pennello e lascia spazio al grande murales nel rapporto con lâaula illuminata. Il risultato è lo specchio dellâevoluzione artistica di Tweedy: la precisione dei graffiti lascia spazio allâincompiutezza della realizzazione e del tratto, privilegiando la componente concettuale e performativa; lo spazio è privilegiato e assolutamente legale; lâopera nasce da un processo di ispirazione continua e non da un progetto iniziale definito. Senza essere oggetto di una guerra tra bande, il murales è visibile solo per un paio di giorni. Molto meno della vita media di un semplice graffito.
I due instancabili curatori propongono per il giorno successivo un tour per visitare alcune delle piĂš significative opere di street art, disseminate per la cittĂ di Roma. Tweedy ha passato qui una parte della giovinezza anche se non restano tracce della sua attivitĂ di writers. Il percorso è accompagnato dalle spiegazioni e dagli appassionati racconti di Alessandro Gianvenuti (Roma 1974), artista con un passato da graffitista e dello storico dellâarte e curatore artistico Simone Pallotta che con la sua organizzazione Walls lavora per promuovere il Writing come forma di Arte Pubblica da utilizzare nella riqualificazione urbana. Lâitinerario è ricco di scoperte e suggestioni: si comincia con il muro legale di via degli Ausoni, con graffiti e murales realizzati nel 2010, con il consenso dei Cavalieri di Colombo. Il progetto ha visto coinvolti importanti writers come Lucamaleonte, Hogre, Omino, Honi, Hitnes e Mr Kleura e lâartista figurativa Alice Pasquini, a cui è stato invece commissionato il tratto di muro su via dei Sabelli. Si prosegue con il manuale di graffitismo dellâex Snia, con realizzazioni che vanno dai graffiti storici di Snoopy e Kemh fino ad alcuni freschi di realizzazione o ancora incompiuti. Immancabile la tappa al Forte Prenestino che ospita un interessante lavoro murale in tandem degli artisti Blu e Hitnes e nel quale ogni parete è ricoperta da graffiti ad aerografo, graffiti tradizionali realizzati con spray e murales.
Un fuori programma ci porta alla Rampa Prenestina dove il giovane artista Lucamaleonte sta lavorando con alcuni studenti. Lo spettacolo è davvero sorprendente: una spirale di graffiti âa regola dâarteâ, tra cui spiccano quelli dello stesso Lucamaleonte, di Diego Miedo, Zolta e Phen. Lâedificio, che ha ospitato nel 2008 lâimportante esposizione Writing & Fotografia a cura di Walls con la storia del graffitismo romano e della sua documentazione fotografica, si presenta come uno degli spazi a maggiore potenzialitĂ artistica della Capitale. A tour terminato si torna a casa nei vagoni della vecchia metropolitana, ricchi di graffiti: âfarsi un treno è il godimento massimo per un writerâ, ha detto Gianvenuti, ed ora almeno le persone presenti al tour guarderanno la cittĂ in modo diverso.
mariangela capozzi
mostra visitata il 25 e 26 novembre 2011
25 e 26 novembre 2011
Ian Tweedy â Retracing my steps
Complesso Monumentale Santo Spirito in Sassia
Borgo Santo Spirito, 2 â 00193 Roma
[exibart]