A Matera David Hare (1917-1992) c’era già stato nel luglio del 1990. Rimase così colpito dal fascino del luogo (alcune sue opere furono esposte negli ambienti scavati nel tufo della chiesa di Santa Maria delle Virtù, in occasione della collettiva sulla scultura americana) che decise di donare alla città dei sassi l’opera in acciaio Mountaine Moonrise. Un reciproco feeling, quindi, quello tra l’artista statunitense e la città di Matera, che dal 9 luglio al 9 ottobre 2005 gli rende omaggio con un’importante antologica (80 sculture, 55 opere su carta, 24 fotografie e varie litografie). Una mostra, insomma, che ripercorre l’intero iter creativo di Hare, iniziato intorno al 1945 e terminato con la sua morte, nel 1992. Personaggio curioso, descritto dagli amici come un uomo geniale, un po’ distratto, artista bohèmien con “pedigree” che arriva all’arte passando per la chimica, la fisica e la medicina. Fu la madre, l’ereditiera Elizabeth Manning Sage Goodwin, che sembra avesse studiato a Parigi con Brancusi, a credere nelle potenzialità del figlio, permettendogli di aprire uno
L’interesse per la scultura arrivò in un secondo momento, frequentando a New York, tra il ’42 e il ’44, il gruppo dei surrealisti scappati dall’Europa nazista. Punto d’incontro era l’Atelier 17 al Greenwich Village: tra gli altri c’erano André Breton e la moglie Jacqueline Lamba (anche lei artista, che dopo poco sarebbe diventata la seconda moglie di David Hare), Max Ernst, Marcel Duchamp, Sebastian Matta. In questo periodo, pur dedicandosi ancora alla fotografia (alcune furono pubblicate sulla testata surrealista VVV, in cui il suo nome compare anche come redattore, accanto a Breton e
manuela de leonardis
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Il mio lavoro negli ultimi anni ha seguito il tema degli sconfitti. Dare luce a chi è sempre stato nell’ombra.
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"[...] chimica, la fisica e la medicina."
E secondo voi cosa c'è di più creativo?
Ci vuole una enorme immaginazione per essere un chimico, un fisico, un medico.
Provate, ad esempio, ad immaginare la struttura delle molecole, degli atomi, le reazioni chimiche, fisiche e il corpo umano.
Si tratta di figurarsele nella mente (in collaborazione con la fantasia).