Nella “piatta e aperta pianura”, lungo le “sinuosità originali della grondaia fluviale” padana. Ad ovest di Ferrara, in quel territorio di confine tra Emilia-Romagna e Lombardia che un tempo divideva il ducato estense da quello dei Gonzaga, sorge Bondeno, una piccola cittadina di appena sedicimila abitanti, piccola ma ambiziosa. Lo testimonia questo particolare evento. Seno Guerriero è una mostra divisa in numerose sedi espositive: la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bondeno (dove è ospitata la parte principale della mostra), la splendida Rocca Possente presso Stellata e la vicina casa che fu del figlio di Ludovico Ariosto, oggi sede del Museo Civico Archeologico, l’Antica Osteria Scciancalegn (nome pronunciabile solo dagli autoctoni) a Ponte Rodoni, il Museo del Risorgimento di Ferrara, e anche un neonato spazio bolognese, la galleria Sweet Home. Curiosa la location dell’evento, in considerazione della posizione geografica di Bondeno, fuori dal centro gravitazionale del circuito dei grandi eventi. Le opere però provengono da tutto il mondo: gallerie, collezioni private, atelier, istituzioni riconosciute. Sei sedi, duecento opere, sedici aree tematiche: una moltiplicazione a cinque cifre, quanto basta a disorientare anche il più scrupoloso dei visitatori. Vista la canicola stagionale, Seno Guerriero rappresenta una vera occasione di refrigerio. Come negare che l’incisione Una Ninfa (1595), parte della serie delle Lascivie di Agostino Carracci, a fianco di un’opera fotografica del 2004 dell’australiano James Scott Prebble non provochi un brivido istantaneo? Oppure che un’acquaforte simbolista di Von Stuck inserita nello stesso itinerario museologico di un’amazzone in lamiera dotata di parrucca e led di
stefano questioli
mostra visitata il 28 maggio 2005
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