Categorie: altrecittà

Web e TV: ad ognuno la sua diretta

di - 3 Ottobre 2000

Consentite allora, una volta tanto, ad ExibArt di parlare di ExibArt. Non è una nostra consuetudine ma la recente sperimentazione della diretta condotta intorno all’evento trevigiano della presentazione alla stampa della importante mostra dal titolo “La nascita dell’impressionismo” meritava un commento. E proprio dal carattere sperimentale del progetto viene la volontà di spiegare i principi che sottendono alle scelte prese che, con ogni probabilità, possono apparire quantomeno ardite e anomale. In effetti l’idea di “diretta” come ci viene dalla nostra cultura televisiva ci fa immaginare la semplice trasmissione live di immagini e suoni di un evento attraverso una telecamera. In queste condizioni il telespettatore è costretto ad assumere una posizione completamente passiva di fronte alla fonte di informazione, la televisione appunto, cioè egli semplicemente “assume” le informazioni secondo sequenze, ritmi e montaggi che sono, in ogni caso, una sorta di prodotto pre-confezionato, dettato dalle scelte fatte, di volta in volta, dal regista. Si tratta di un prodotto univoco ed unidirezionale, dove l’unica possibile alternativa concessa al destinatario è quella di agire sul telecomando per spegnere o cambiare canale.
Senza dubbio ad altri spetterebbe di sviscerare, meglio di quanto possa fare il sottoscritto, i temi legati alla comunicazione, ad internet. Anzi, questa specie di lettera d’intenti vuol essere anche di stimolo per quanti sono interessati alla questione, esperti di semiotica e tecniche della comunicazione, ad inaugurare un dibattito costruttivo. Ai fini di questo primo contributo ci permettiamo di dire che non si scopre l’acqua calda dicendo che il sorprendente successo di internet (è notizia recente che l’utilizzo di questo strumento ha superato le previsioni in fatto di diffusione a livello mondiale, se non altro nella velocità in cui questa si sta avverando) è senza dubbio da imputare anche alle possibilità concesse agli utenti di interagire con il flusso informativo e dunque di partecipare alla sua formazione. Immagino il navigatore come uno strano e curioso essere che entra in una stanza, potremmo dirla, con un pizzico di retorica, della “Comunicazione globale”, piena di immagini, foto e video, pagine scritte, musiche, suoni e rumori. Di tutto il materiale egli si appropria avidamente lasciandosi governare dal proprio criterio di selezione e di scelta. Con questo bottino egli esce dalla stanza, non prima di avervi lasciato una traccia (il suo passaggio come dato elettronico, un messaggio, un contributo, una firma); durante e dopo questo passaggio, il visitatore elabora, archivia, organizza le informazioni secondo le proprie capacità e attitudini. Internet richiede dunque un atteggiamento attivo da parte del visitatore, che opera in modo selettivo. Ne sono prova i termini più comuni della rete: navigare, search, select, load, link, ipertesto, zoom, download, ecc., tutte parole che rimandano ad una decisione, ad una azione da parte dell’utente. L’espressione “selezionare le informazioni” è quella che secondo me puntualizza meglio il passaggio sul web.
I giornalisti oggi, accanto agli strumenti tradizionali (giornali, libri, telefono, radio, televisione, ecc.) sulla cui validità ed insostituibilità (si badi bene) siamo tutti concordi, si servono, oltre che di internet, anche di servizi come quelli forniti dall’Agenzia A.N.S.A. che produce a ritmo continuo notizie ed informazioni; in questa cascata ( “a cascata” è detta appunto questa sequenza), la singola informazione, al di là dell’ordine cronologico, non ha alcun senso logico se non viene messa in relazione con le altre che la precedono o la seguono e con tutte le altre informazioni che provengono dagli altri media e che risiedono nella memoria e nel bagaglio culturale del giornalista.
Comincia a definirsi la scelta di ExibArt di presentare un evento culturale secondo i principi che, per solito, sottendono invece alla fase della creazione della notizia su quell’evento; in sostanza ci siamo chiesti se è possibile che tocchi al navigatore di fare il suo articolo, riportando la notizia alla sua fase, per così dire, larvale.
Il progetto aveva i connotati della sperimentazione e dell’improvvisazione. Solo un giorno prima della mostra di Treviso dedicata agli inizi dell’impressionismo ci è stato dato il via dagli organizzatori che non nascondevano una certa perplessità sulla cosa. Perciò non v’è stato alcun lancio dell’evento, né una preparazione adeguata, ma questa situazione ha permesso in primo luogo di valutare meglio la risposta di un pubblico casuale e neutrale, mosso dalla curiosità e dall’interesse e non da messaggi pubblicitari; inoltre ci ha consentito di agire in piena libertà, senza alcun canovaccio stabilito. In verità un piccolo lavoro di ricerca era stato condotto sulla rielaborazione di dati oggettivi: notizie di carattere generale diffuse dalla stampa sulla mostra e una cronologia schematica di eventi storici e culturali che hanno caratterizzato il periodo in esame (1830-1874), il tutto però presentato all’insegna di un giornalismo quasi minimalista.
In occasione della presentazione alla stampa della mostra di Treviso è stata dunque realizzata una diretta in cui a cascata, con un refresh di un minuto circa, sono stati mandati in rete testi ed immagini realizzati in tempo reale, intercalati da notizie di carattere generale e dalle foto dei dipinti esposti. L’esito dell’operazione è stato senza dubbio positivo per almeno due motivi: la risposta del pubblico, che è stata ottima, e l’esperienza acquisita, che ci ha permesso di ipotizzare nuove soluzioni progettuali. Ora, infatti, è possibile immaginare le potenzialità e la fattibilità di servizi simili che si integrino perfettamente con le caratteristiche del web. Una ricerca più approfondita e completa condotta sugli eventi espositivi potranno divenire motivo di spunto ulteriore per la conoscenza degli eventi trattati, mentre la messa in onda di file audio e video in diretta (sempre con lo stesso sistema a cascata), renderà possibile una partecipazione più diretta e coinvolgente e a più livelli. Ma soprattutto sul video il navigatore avrà l’esclusivo potere attivo di selezionare le informazioni che lo interessano (audio, video, testo, foto) in frame indipendenti, generando un’informazione personalizzata. L’evento culturale, così documentato, finisce per subire continue metamorfosi, tende a farsi evento nell’evento: l’ordine di acquisizione di informazioni (tutte allo stesso livello) è solo cronologicamente suggerito, ma può essere stravolto o ritardato da casa, in completa autonomia; il primo piano, per usare la terminologia televisiva, sull’accadimento, sul fatto contigente è infatti ordinato esclusivamente dal navigatore. Inoltre a lui è data anche la possibilità di interferire con la sequenza informativa, aggiungendo i propri commenti e le proprie considerazioni a caldo su quanto sta avvenendo, in una sorta di enorme tavola rotonda.
Ecco allora che eventi come questo trevigiano da cui è escluso il grande pubblico (si accedeva solo qualificandosi come giornalisti o per invito) divengono, in una certa misura, aperti a tutti e, soprattutto, occasione di un dibattito collettivo. E proprio a questa partecipazione attiva punta il progetto di ExibArt, mirando a documentare eventi esclusivi come gli incontri nelle gallerie private, le inaugurazioni alla presenza dell’artista, le performances, i convegni, le giornate di studio e le conferenze riservate ad addetti ai lavori e specialisti.
Qualcuno potrà dire che la semplice trasmissione televisiva importata sulla rete darebbe maggiori risultati in termini di pubblico. Forse nell’immediato sarebbe così, ma pensiamo che solo attraverso la sperimentazione nel campo della comunicazione il web può a buon diritto proporsi come alternativa concreta ai media tradizionali, non mirando alla loro sostituzione (come sembrano minacciare i quotidiani e le trasmissioni televisive in rete) ma anzi salvaguardando e affermando la pluralità dei mezzi d’informazione esaltandone le differenze e le specificità.

Alfredo Sigolo

[exibart]

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  • Sono daccordo con l'editorialista nel senso che se il web si mette in concorrenza con la tv rischia di fallire nella sua missione che è quella di andare oltre, di mettere a disposizione strumenti per l'approfondimento a chi vuole approfondire. Consentire a chi vuole di andare velocissima ma a chi vuole di temporeggiare infinitamente...

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