Tra i luoghi piĂš suggestivi dâItalia e del mondo, custode di una antichissima storia di inestimabile valore, la Valle dei Templi di Agrigento, dal 1997 inserita nella lista del Patrimonio Mondiale dellâUmanitĂ dellâUNESCO, sarĂ sottoposta a un imponente progetto di restauro. I quattro cantieri partiranno a marzo 2021 e interesseranno specificamente lâarea del tempio di Giove Olimpio, il piĂš grande di tutto lâoccidente antico e un unicum per lâarchitettura del suo genere.
Il progetto permetterĂ di rileggere correttamente lâintera area sacra del santuario, a partire dal percorso che conduceva allâimponente altare di Giove, mentre verranno musealizzati numerosi reperti della decorazione architettonica. Tra gli interventi piĂš importanti, il riassemblaggio dellâarchitrave, del fregio e della cornice, che componevano la trabeazione del tempio, sorretta dai famosissimi e iconici telamoni, alti ciascuno 7,7 metri. Sulla reale funzione portante delle sculture, oltre che sul loro numero, gli studiosi sono discordi ma le ricerche piĂš recenti ne hanno individuate almeno otto.
Uno dei telamoni originali verrĂ inoltre ricostruito e ârimesso in piediâ, a partire dai rilievi effettuati da Heinz-Jurgen Beste dellâIstituto Archeologico di Roma che, a sua volta, ha lavorato sui disegni di Pirro Marconi, lâarcheologo che scavò alla Valle dei Templi di Agrigento negli anni Venti. Grazie a una sottile lastra in acciaio corten con mensole di pochi millimetri, lâintervento garantirĂ una migliore conservazione degli elementi originali del telamone che sembrerĂ sorgere romanticamente tra le rovine dellâOlympieion. Il telamone attualmente disteso allâinterno della cella del tempio, invece, è una copia fedele della prima statua ricostruita su disegno di Charles R. Cockrell da Raffaello Politi agli inizi dellâ800, che è oggi conservato al Museo archeologico.
ÂŤLâarea merita di essere recuperata e valorizzataÂť, ha spiegato il direttore del Parco archeologico della Valle dei Templi, Roberto Sciarratta. ÂŤIl pubblico presto la potrĂ visitare nella sua interezza: saranno chiusi gli accessi secondari e si potrĂ seguire un unico percorso di visita che dallâOlympieion condurrĂ ai resti dellâaltare, liberato dai massi crollati durante gli scavi negli anni Venti, cosĂŹ da far riguadagnare la percezione del collegamento tra altare e tempio. I visitatori non si fermeranno alla Concordia ma saranno invogliati alla scoperta di tutta la collina dei Templi, fino al bacino della KolymbetraÂť.
Risalente al V secolo a.C., lâOlympieion venne eretto in seguito alla battaglia di Himera, che si concluse con la vittoria delle truppe siceliote in difesa di AkrĂ gas â lâantica Agrigento â contro quelle dei cartaginesi. Realizzato in blocchi di calcarenite, il grande tempio dorico, di oltre 56 metri di ampiezza per oltre 113 di lunghezza e 6340 metri quadrati, rappresentava una novitĂ per la sua epoca, per le diverse soluzioni architettoniche impiegate. In particolare, per le semicolonne scanalate, 14 sui lati lunghi e 7 sui lati brevi, alte quasi 20 metri.
Secondo Diodoro Siculo, il timpano era decorato con scene della Gigantomachia e della guerra di Troia. Ă sempre lo storico a tramandare la notizia che il tempio fosse rimasto incompiuto, senza copertura.
Oggi si cerca di ridisegnare la mappa dellâOlympieion, crollato dopo un terremoto nel 1401, e del tutto sconquassato nel XVIII secolo, quando gran parte dei suoi blocchi di calcare furono utilizzati per costruire il molo di Porto Empedocle. Lo stesso Goethe descrisse i resti del santuario come ÂŤossami dâun gigantesco scheletroÂť.
Lâintervento di restauro prevede nove mesi di lavori e dovrebbe essere completato entro lâanno ma i cantieri saranno aperti: appena il Parco della Valle dei Templi di Agrigento riaprirĂ al pubblico, i visitatori potranno prenotarsi per accedere allâarea, seguendo dal vivo il lavoro degli archeologi. Il progetto è di Coopculture: saranno possibili tour guidati da esperti per vivere unâesperienza fantastica. E non solo per gli appassionati, ma anche per le scuole, per laureandi e stagisti, per chiunque voglia scoprire come ci si muove a stretto contatto con la storia.
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