Categorie: Archeologia

Lower Pecos Canyonlands rischia di scomparire: l’allarme lanciato dagli archeologi

di - 23 Giugno 2021

Sinaloa e Houston, aztechi e maya, cowboy e mariachi: ecco “cosa ammirare” tra Texas e Messico. Eppure, a definire l’eredità culturale di questa zona degli Stati Uniti è anche un poco noto «Paesaggio vivente in continua evoluzione, che forniva cibo, riparo e una connessione con il mondo degli spiriti», rinominato Distretto archeologico di Lower Pecos Canyonlands. Un’immensa e selvaggia superficie naturale caratterizzata da circa 350 siti archeologici, canyon, rifugi rocciosi e incisioni rupestri.

Una storia millenaria le cui testimonianze umane sono ancora avvolte nel mistero. Ad affascinare archeologi, antropologi, biologi, paleontologi e storici dell’arte sono soprattutto le “impenetrabili” scene murali risalenti a 6mila anni fa che, nonostante la nitidezza dei pigmenti rossi, bianchi, gialli e neri, sembrano non voler essere una mera rappresentazione del mondo della caccia e delle divinità.

Nessuna Stele di Rosetta

I tentativi di interpretazione del sito sono databili a partire dagli anni ‘30 del ‘900. Solveig Turpin è stato il primo archeologo a esaminarne le pitture, definendone gli stili e le epoche di realizzazione, mentre l’artista e antropologa Carolyn Boyd, sostenitrice dei parallelismi riscontrabili tra il simbolismo dello “Stile del fiume Pecos” e quello espresso nella mitologia e nei sistemi di credenze di molte culture messicane, ha aperto la strada a un approccio più etnografico e interdisciplinare di studio. Altrettanto fondamentale è l’azione svolta dalla Rock Art Recording Task Force della Texas Archeological Society, che tramite sistemi di video mapping contribuisce ogni anno allo sviluppo della storia del sito.

L’unico catalogo dal valore documentario dell’arte rupestre di Lower Pecos, si deve all’attività dell’acquarellista Forest Kirkland le cui realizzazioni – pubblicate nel libro “The Rock Art of Texas Indians” del 67 e successive ristampe – possono essere considerate la sola fonte “certa” per studiare la maggior parte dei pittogrammi andati distrutti. Solo recentemente, gli esperti del Witte Museum di San Antonio, i ricercatori della Smithsonian Institution e della Texas A&M University, grazie al chimico Marvin Rowe, sono giunti all’elaborazione di un metodo intelligente e rapido per riuscire a datare gli elementi della vernice delle Pecos Rock Art.

Lower Pecos Canyonlands: una finestra sul passato poco nota

Nonostante il fine di mettere insieme una comprensione quanto più dettagliata del passato umano e naturale di questa area, la maggior parte delle scoperte non solo non è conosciuta dai texani, ma non può neanche essere approfondita dagli studiosi poiché all’interno di proprietà private. Per questo motivo, al fine di procedere nell’intento documentario, gli archeologi hanno fornito «Un programma educativo e di sensibilizzazione per i proprietari terrieri».

Carolyn Boyd ha inoltre fondato lo Shumla Archaeological Research and Education Center: un’organizzazione no-profit che ha come obiettivo la tutela e il coinvolgimento delle nuove generazioni al valore storico culturale di Lower Pecos Canyonlands. L’organizzazione che si impegna dal 2015 per designare il distretto archeologico come monumento storico nazionale e avere permessi di accesso alle aree privatizzate, ha completato lo scorso dicembre un importante fase documentaria che includeva lo scatto di fotografie ad alta risoluzione, la creazione di modelli tridimensionali e la registrazione dei dati iconografici dei siti.

In attesa di poter avviare una seconda fase di ricognizione delle pitture con l’assegnazione di codici di riferimento, la descrizione dettagliata delle immagini e la datazione al carbonio14, sono state classificate le aree del distretto in base al loro potenziale di ricerca e al livello di minaccia in cui versano.

Richieste d’aiuto

Il problema più grande di Lower Pecos Canyonlands è proprio questo. Sebbene l’area e il suo lascito possano sembrare un terreno immutabile, l’ecosistema del deserto è in continua evoluzione e rischia ogni giorno di andare disperso. Il meteo, i cambiamenti climatici e i processi geologici che continuano a modellare questo ambiente, così come l’incuria, gli atti vandalici, l’inquinamento dell’aria e le opere ingegneristiche invasive destano molta preoccupazione. Alcuni siti sono già stati distrutti, altri giacciono sotto il bacino idrico di Amistad e un’altra parte di essi viene utilizzata come base per i cartelli messicani della droga.

Improrogabile è dunque la necessità di una politica nazionale di tutela. Boyd e altri eminenti studiosi affermano di dover affrontare «Una corsa contro il tempo prima che tutto scompaia». Lower Pecos Canyonlands non va soltanto protetto, ma anche “sfruttato” diversamente essendo un luogo ideale per poter monitorare i cambiamenti climatici. Qualche attenzione in più potrebbe ampliarne la comprensione e persino prevederne il presente e il futuro. Perdere o destinare alle mani sbagliate questo tesoro di conoscenza rappresenterebbe un vero e proprio crimine per l’umanità.

Articoli recenti

  • Progetti e iniziative

Alla Fondazione Il Bisonte di Firenze quattro artisti rileggono la tradizione della grafica

La Fondazione Il Bisonte presenta le opere di Lori Lako, Leonardo Meoni, Bianca Migliorini e Chiara Ventura, nella mostra conclusiva…

14 Marzo 2026 12:30
  • Arte contemporanea

L’Uruguay alla Biennale di Venezia 2026, con la poetica dell’antifragile di Margaret Whyte

Margaret Whyte rappresenterà l’Uruguay alla Biennale di Venezia 2026, con un’installazione che intreccia tessuti e resti tecnologici per riflettere sul…

14 Marzo 2026 11:30
  • Attualità

Chi ha bisogno del vero nome di Banksy? Anonimato e potere in cinque opere chiave

L’inchiesta di Reuters sull'identità di Banksy apre una domanda: a chi giova conoscere il suo vero nome? Un’analisi del suo…

14 Marzo 2026 10:51
  • Mostre

Nella soglia della pittura: Bonenti, Kokanovic e Zolfaghari alla Galleria Heimat di Roma

Alla Galleria Heimat di Roma il progetto di Pamela Berry riunisce gli artisti Manuela Kokanovic, Giovanna Bonenti e Benymin Zolfagari…

14 Marzo 2026 10:30
  • Cinema

I Peccatori: sedici nomination e nessun miracolo

Il caso del nuovo film di Ryan Coogler, con il numero più alto di sempre di candidature agli Oscar, racconta…

14 Marzo 2026 10:00
  • Arti performative

La scrittura del corpo nell’epoca dell’algoritmo: il progetto di Matilde de Feo

Al Complesso Monumentale del San Giovanni di Catanzaro, il progetto di Matilde de Feo esplora il rapporto tra corpo, immagine,…

14 Marzo 2026 9:30