Categorie: Archeologia Musei

Mille opere per la nuova Galleria Archeologica ai Musei Reali di Torino

di - 18 Febbraio 2022

Più di mille opere, tra reperti provenienti dalla Mesopotamia, statue greche e romane, elementi funerari etruschi e fenici: il tesoro archeologico del Museo di Antichità, sotto l’egida dei Musei Reali di Torino, ha trovato una nuova casa, nell’inedito allestimento permanente delle sue collezioni. Il percorso di visita, a partire dal 19 febbraio, si dipanerà quindi attraverso la Galleria Archeologica, una nuova sezione situata al pian terreno della Manica Nuova di Palazzo Reale. E l’occasione sarà buona per scoprire non solo le meraviglie dell’archeologia ma anche un capitolo della storia dei Savoia a Torino, attraverso le testimonianze del collezionismo. L’obiettivo del progetto di riallestimento delle opere, alcune delle quali mai esposte prima, è quello di sviluppare un itinerario coeso all’interno della Manica Nuova di Palazzo Reale, dove l’Atrio monumentale si trasforma in uno snodo essenziale capace di mettere in rapporto due grandi nuclei del collezionismo sabaudo: le antichità e le raccolte di pittura.

«Con la nascita dei Musei Reali nel 2016, la prima Reggia d’Italia ha aperto le sue porte a una eredità culturale che spazia dalla Preistoria alla modernità, con testimonianze che da Torino si affacciano sulla storia di tante altre civiltà dell’Europa e del mondo», ha dichiarato Enrica Pagella, Direttrice dei Musei Reali. «Questo nuovo allestimento riporta alla luce opere di inestimabile bellezza e valore storico. Oggi queste raccolte sono uno straordinario strumento di dialogo e di confronto tra le culture passate e presenti, un’eredità lasciata nelle nostre mani per costruire un migliore futuro per le nuove generazioni. Il nuovo allestimento rappresenta solo l’inizio di un importante ripensamento di un percorso che vuole essere sempre più omogeneo e capace di raccontare, in un’unica narrazione, tutte le diverse anime dei Musei Reali».

Un percorso espositivo inclusivo

Il percorso di visita è suddiviso in cinque sezioni e si articola lungo dieci sale, con uno scenografico allestimento progettato dallo studio GTRF – Tortelli Frassoni Architetti Associati, che ha firmato alcune delle più iconiche esposizioni museali degli ultimi anni in Italia. Il patrimonio del Museo di Antichità è stato messo in scena come un affascinante viaggio nel tempo e nello spazio, che ripercorre la nascita delle prime collezioni per poi avventurarsi lungo la Galleria delle Sculture, sulla quale si affacciano le sale riservate alle diverse civiltà, da esplorare liberamente.

Il percorso è scientificamente aggiornato secondo gli ultimi risultati degli studi internazionali ed è stato concepito secondo il principio del design for all. I contenuti, infatti, sono accessibili a tutti i pubblici grazie all’inserimento di speciali didascalie commentate, contenuti tattili e audiodescrizioni, richiamabili da smartphone attraverso QRcode integrati sulle pareti.

Le sezioni della Galleria Archeologica ai Musei Reali di Torino

La prima sezione sulla storia del collezionismo antiquario è dedicata al nucleo primigenio delle collezioni sabaude, frutto di acquisizioni sul mercato di Roma e Venezia per volontà del duca Emanuele Filiberto dalla fine del Cinquecento, poi fortemente incrementate dal figlio Carlo Emanuele I.

Il corridoio centrale ha il compito di evocare una galleria di palazzo, dove lungo le pareti si allineano statue greche e romane, rilievi scolpiti e busti marmorei, che presentano al visitatore i caratteri salienti della rappresentazione antica: dalle teste-ritratto, vere immagini di propaganda dell’antichità, alle scene di banchetto sui sarcofagi, per poi culminare nella suggestiva Rotonda degli Imperatori, dove i busti dei principali personaggi della storia romana circondano il visitatore.

Ai reperti assiri, giunti al Museo nel 1847, è dedicata l’area Vicino Oriente Antico, a cui si unisce una raccolta, la più ricca in Italia, di testi cuneiformi e sigilli a cilindro. La quinta sezione è dedicata alle antichità dall’isola di Cipro, con oltre mille pezzi in grado di testimoniare l’evoluzione di quello straordinario crocevia culturale. Seguono le sale della civiltà romana, dell’Egitto in età ellenistica, dove risplende la bellissima testa della celebre regina Cleopatra VII, e del mondo fenicio e punico. Le ceramiche elleniche e italiote (circa 400 pezzi) acquistate tra il 1827 e il 1828 da Carlo Felice sono protagoniste della sezione Civiltà Greca ed Etrusca.

Tra gli oggetti iconici selezionati dai curatori sono presentati il ritratto scultoreo di Cesare, ritenuto dagli esperti uno dei più rassomiglianti al condottiero; il rilievo assiro del re Sargon II, una delle più raffinate rappresentazioni del sovrano neo assiro risalente al 717-707 a.C.; il grande sarcofago etrusco datato al 280-270 a.C. della Matausna, donna appartenente alla famiglia omonima di cui si possono ricostruire parentele e nomi; ​​il mosaico del cantore Orfeo che ammansisce le belve, ritrovato a Cagliari e giunto al Museo di Antichità già nel Settecento; il misterioso busto di Iside “cabalistica”, scolpito nella seconda metà del XVI secolo; un’eccezionale iscrizione in bronzo trilingue (punico, greco, latino) proveniente dalla Sardegna romana.

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