Categorie: Architettura

architettura_biennale di Rotterdam | Mobility. Room with a View

di - 16 Giugno 2003

Di movimenti e mobilità parla il XX secolo la cui storia corre rapida su strada ferrata e autostrada, compie trasvolate e attraversa oceani. Una storia fatta di velocità: “bellezza nuova, più della Nike di Samotrace”.
Suggestioni marinettiane a parte, questa eredità d’inizio secolo oggi si è evoluta, ha cambiato le nostre abitudini, non fa più sensazione perché rappresenta la quotidianità. Su queste stesse parole, ora, ci si pone in maniera diversa, ci si domanda quale grado di inquinamento comporti, quale impatto ambientale, quali soluzioni ingegneristiche o architettoniche garantiscano la sicurezza o una migliore qualità della vita. Domande sulla viabilità contemporanea che hanno suggerito il tema della prima Biennale di architettura di Rotterdam, evento di respiro internazionale che fino al 7 luglio coinvolge architetti, urbanisti, paesaggisti, filmmakers e fotografi provenienti da tutte le parti del mondo.
Il titolo di questa prima edizione, curata da Francine Houben, è Mobility: Room with a View e propone esposizioni e incontri utili a fare il punto sulle novità, sui progetti e sulla storia della mobilità globale. Word Evenue, per esempio, è una delle exhibition pilota di questa manifestazione. Un’autostrada virtuale che ‘percorre’ alcune tra le più importanti arterie stradali del mondo. Un viaggio tutto a sei corsie, dalla California alla Rhur, dal Giappone passando per Bucarest e Hong Kong fino a Beijing e ancora Mexico City, Beirut e Pearl River Delta. Autostrade filmate e percorribili attraverso le idee e i progetti realizzati dalle corrispondenti università locali.
Per chi ama il paesaggio fiammingo c’è invece l’Holland Evenue. Concepita come la precedente, questa è il risultato di dodici proposte da altrettante facoltà di architettura, impegnate nella progettazione di un segmento della rete stradale, tra Amsterdam, Hague e Rotterdam. C’è poi Motopia, che si occupa di quelle idee mai realizzate relative alla mobilità e ancora, Open Biennial, che rappresenta tutto ciò che attualmente nel mondo si sta facendo – o semplicemente pensando – sull’argomento. Per finire, la mostra fotografica dall’onomatopeico titolo Vrrooomm! Vrrooomm!
L’Italia è presente con uno spazio multimediale denominato Mobilitaly, nel quale vengono illustrati i risultati della recente ricerca sulle infrastrutture nel nostro paese. A coordinare la proposta italiana è la DARC – Direzione Generale per l’architettura e l’arte contemporanea – che con videoproiezioni a grandezza naturale, progetti e fotografie analizza i movimenti metropolitani dell’animale uomo.
Le proposte del Belpaese sono tante e vanno dal ponte sul Basento del ’79, realizzato da Sergio Musmeci, impegnato da sempre a creare un’osmosi tra architettura e ingegneria, fino alla nuova Stazione Crociere del porto, quella con la torre inclinata, che ricorda certa architettura ‘su carta’ del russo Lisitskij. C’è poi Fuksas, con il progetto per la bresciana galleria pedonale Tito Speri, la stazione di Firenze di Foster fino alla grande rotatoria sulla Ostia antica firmata dallo studio Aymonino .
Una partecipazione felice quella dell’Italia che si è guadagnata il premio Inspiration Award per il bell’allestimento giudicato secondo la giuria, presieduta da Julia Bolles, Bolles & Wilson, Louisa Hutton, Odile Decq, “capace di rendere la perfetta sensazione di quelle implicazioni sulla mobilità così significative per un paese come l’Italia. E’ professionale, è elegante, è semplicemente ben fatto.”

link correlati
International Architecture Biennale Rotterdam
Mobilitaly
Infrastrutture e territorio storico

andrea delle case

[exibart]

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  • Interessante questa biennale di rotterdam...e poi Andrea ne parla in maniera tale da incuriosirti...devo andare per studio ad Amsterdam la prossima settimana..Passerò da Rotterdam!

  • Sono molto felice di poter leggere le riflessioni di Andrea, che ci porge sempre articoli briosi e densi di richiami a tante discipline, non solo all'arte.

    Grazie Andrea!

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