La realizzazione di una stazione ferroviaria in un contesto urbano delicato come quello di Firenze può dirsi decisamente un impegno coraggioso. Delicato in senso ampio. Perché riferito ad una città d’arte, allo stesso tempo perché questa città d’arte da qualche anno è disperatamente congestionata.
Il progetto richiesto dal bando avrebbe dovuto inserirsi confrontandosi con l’eleganza del tessuto urbano e sfidando la sua immobilità. Come una vibrante nota in uno spartito musicale, il progetto avrebbe dovuto trovare il modo di dialogare con la musica esistente donandole nuovo brio e crescita di pregio.
Dibattiti, osservazioni, valutazioni. Il progetto che vince è A riveder le stelle di Norman Foster e Ove Arup.
Elegante, innovativo, sia sotto il profilo compositivo, sia sotto quello tecnologico, la stazione per l’alta velocità che verrà costruita a Firenze a partire dal 2004 è indubbiamente un’opera di grande qualità architettonica. L’attesa è che, una volta realizzata, sappia davvero dialogare con la città, magari conferendole nuova luce, arricchendo le pagine del suo narrato urbano di elementi innovativi.
Vincitore confermato, senza negare i meritati plausi a Foster, è interessante commentare le idee concorrenti che, se non hanno ottenuto il primo posto, contribuiscono ad affrescare lo scenario della cultura progettuale contemporanea.
Curiosando fra gli altri progetti, emergono diversi orientamenti. C’è chi aggiorna i formalismi hi-tech attraverso i nuovi espedienti dei mezzi di rappresentazione digitale e le tecnologie volte ad una raffinatissima gestione climatica dell’edificio. Chi tenta una
Questi i nuovi orientamenti, le nuove idee del fare architettura. E Firenze, città d’arte, è pronta ad accoglierle. Essa si apre ai caratteri innovativi del pensiero architettonico, offrendosi come prossimo scenario della loro esibizione.
francesca oddo
[exibart]
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