Categorie: Architettura

architettura_resoconti | Architettura inquieta | Venezia, Fondaco Marcello

di - 12 Dicembre 2008
La poetica di Eduardo Souto de Moura (Porto, 1952) è stata un’affascinante lezione di onestà e chiarezza, che l’architetto portoghese ha offerto a conclusione del convegno/evento Ricordo al futuro. Patrimonio dell’esistente e paesaggi urbani contemporanei, curato da Carmen Andriani e svoltosi il 22-23 ottobre al Piccolo Teatro Arsenale di Venezia.
In continuità con le questioni sollevate dal convegno su modalità nuove e possibili di reinterpretazione e appropriazione del concetto di patrimonio da parte della cultura, dell’arte e dell’architettura contemporanee, Souto de Moura ha presentato alcuni progetti che affrontano il tema del rapporto con la preesistenza.
Mentre Architecture beyond Building espone la rinuncia alla realtà fisica dell’architettura, Souto de Moura ha proposto un repertorio di scelte costruttive e di dettagli, parlando di ciò ch’è adatto alla grammatica dell’edificio, di ciò che è adequado, adeguato a mantenere l’identità del contesto in cui si interviene.
Ci sono due modi di fare architettura: come gesto oppure considerando che l’architettura è la vita pietrificata”: ciò implica l’annullamento di qualsiasi autoreferenzialità, gratuità, arbitrio formale, nella ricerca della soluzione più corretta, che sia dettata dalla necessità e da una conoscenza approfondita del luogo.
Per il padiglione portoghese, con cui è presente all’11esima Biennale di Architettura assieme all’artista Ângelo de Sousa, Souto de Moura affronta il problema della scala del Fondaco Marcello in relazione alla quinta degli edifici sul Canal Grande, sovrapponendo alla facciata uno specchio alto 16 metri. Tale scelta ha implicato la ricerca di una soluzione costruttiva che permettesse di intrecciare il nuovo con l’esistente, senza intaccare la preesistenza, perché “questi edifici sono come le donne: si possono guardare ma non toccare”, scherza Souto de Moura a proposito del divieto di agganciarsi direttamente ai muri del Fondaco.

Il risultato è una struttura che, zavorrata con blocchi di mattoni e cemento dall’interno, sostiene i montanti verticali esterni per la superficie dello specchio sul Canale. Il dispositivo strutturale non è celato, ma completamente rivelato in uno spessore tra interno ed esterno, attraversabile grazie a un varco lasciato aperto tra i blocchi delle zavorre, che evoca l’esperienza spaziale di alcuni vicoli veneziani. Il paesaggio urbano è catturato dal movimento che si propaga tra l’acqua e gli specchi, in un continuo fluire d’immagini e diverse sfumature di senso.
Souto de Moura spiega che sulla facciata avrebbe voluto scrivere a caratteri luminosi I’m a monument, la controversa frase di Robert Venturi in Learning from Las Vegas, idea poi accantonata proprio per questo esplicito riferimento. Ne resta comunque il senso: la necessità di appropriarsi di nuovi codici visivi per la città contemporanea che, anche all’interno, attraverso lo spazio dilatato di molteplici riflessioni, continua a tracciare invisibili traiettorie visuali.

Arquitectura desassossegada
è una riflessione sul rapporto tra l’io e il reale, tra un interno e un esterno e sul modo in cui questa rete di relazioni è controllata attraverso l’esperimento architettonico. È una sperimentazione sulla percezione visiva e sull’alterazione dell’immagine riflessa, diffranta e moltiplicata, scomposta e ricomposta attraverso lo sguardo. È un interrogarsi sulle responsabilità delle immagini prodotte e consegnate alla realtà. “Poiché io ho la misura di ciò che vedo” (Pessoa, Il libro dell’inquietudine).

articoli correlati
Il padiglione giapponese

federica vazzana
mostra visitata il 14 settembre 2008


dal 14 settembre al 23 novembre 2008
Eduardo Souto de Moura / Ângelo de Sousa – Out Here: Disquieted Architecture
a cura di Joaquim Moreno e José Gil
Padiglione del Giappone – Fondaco Marcello
Calle dei Garzoni (San Marco, 3415) – 30124 Venezia
Orario: tutti i giorni ore 10-18
Ingresso: intero € 15; ridotto € 12/8
Info: tel. +39 063224754; fax +39 063222165; www.labiennale.org/it/architettura

[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

Paesaggi possibili. Agnetti e l’ecologia del linguaggio a Roma, da Galleria Erica Ravenna

Fino al 20 aprile, in collaborazione con l’archivio Vincenzo Agnetti e con testi in catalogo di Andrea Bellini, la galleria…

13 Febbraio 2026 0:02
  • Arte contemporanea

Le Seven Deaths di Marina Abramovic, nell’antica cisterna sotterranea di Copenaghen

Le Cisternerne, suggestivo spazio espositivo ricavato nelle antiche cisterne dell'acqua di Copenaghen, ospiteranno una versione installativa delle Seven Deaths di…

12 Febbraio 2026 20:23
  • Arte contemporanea

A Milano Fondazione Elpis si espande con nuovi atelier e residenze per artisti

La Fondazione Elpis, fondata da Marina Nissim nel 2020, ridefinisce il proprio assetto mettendo al centro il rapporto tra pratica…

12 Febbraio 2026 16:55
  • Cinema

WikiFlix: è nata la piattaforma gratuita che riporta in vita il cinema di dominio pubblico

Oltre 4mila film senza abbonamento né registrazione: la nuova piattaforma WikiFlix aggrega titoli di pubblico dominio e li rende accessibili…

12 Febbraio 2026 15:18
  • Arte antica

Tintoretto restaurato: un ciclo frammentato si ricompone alle Gallerie dell’Accademia

Le Gallerie dell’Accademia di Venezia presentano, finalmente riunito, uno dei cicli meno visti della pittura veneziana del Cinquecento: quello delle…

12 Febbraio 2026 13:30
  • Mostre

Tra sogno e magia, da Dalí a Ontani: il Surrealismo in mostra a Mondovì

Negli spazi dell’Ex Chiesa di Santo Stefano, a Mondovì, una mostra riunisce le opere dei maestri del Surrealismo, dai primi…

12 Febbraio 2026 12:40