Categorie: Architettura

architettura_resoconti | Christian Kerez | Mendrisio, Accademia di Architettura

di - 28 Marzo 2008
Christian Kerez (Maracaibo, 1962; vive a Zurigo) ha esposto il lavoro degli ultimi vent’anni di carriera in una mostra che ha goduto di una particolare leggerezza per la chiarezza dell’allestimento e la linearità dei progetti visibili. È Svizzera italiana, ma pur sempre Svizzera. Ecco infatti, all’ingresso, una pila di piantine con la planimetria ragionata dell’unica sala dedicata alla rassegna. Davvero impossibile perdersene un particolare.
La lunga stanza rettangolare è ribassata rispetto al corridoio di accesso. Tramite delle scale laterali si entra e ci si mette in disparte, il tempo che occorre per visitare l’esposizione. I progetti sono raccontati attraverso plastici, fotografie di Kerez stesso e disegni. Proprio i modelli sembrano essere il supporto progettuale più adatto al suo metodo. Cemento, cartone, gesso, depafit, scotch di ogni tipo, scarti di compensato e legno vengono assemblati con senso particolare e velocità per studiare le possibili configurazioni dei progetti.
La capacità espressiva immediata dei modelli trasforma velocemente il normale visitatore in un incallito curioso. Eccolo avvicinarsi al plastico, girarvi attorno, sporgersi per notare rampe di scale interne, abbassarsi a vedere i percorsi scavati nel suolo e toccare le superfici per svelare la natura del materiale. Proprio questi modelli, tutti in scale differenti -dall’1:50 all’1:33 e all’1:10- riflettono l’idea che Kerez ha dell’architettura: un continuo studio sullo spazio.

L’incessante ricerca formale e spaziale traspare nella definizione dei plastici che non sono finiti, sono spesso abbozzati o saldati precariamente tra loro con lo scotch, da quello di carta al nastro isolante. Kerez è consapevole che di definitivo nell’architettura non c’è nulla, si tratta di una ricerca continua. Lavora credendo in una progressione non finita dei modelli, un percorso che genera alternative e temi.
Affiancato ai modelli c’è poi il prodotto finito, l’edificio mostrato attraverso il suo iter progettuale. Dagli schizzi a mano alle piante esecutive, dettagli e planimetrie tutti ordinatamente disposti su tavoli, tra un modello e l’altro, completano la mostra. Alle pareti, grandi e suggestive foto scattate dall’architetto offrono un layer ulteriore della cura progettuale dedicata a ogni aspetto del costruito. Si tratta delle relazioni che la luce è in grado di instaurare, nei progetti finiti, con le superfici lisce e lineari.

Ampio spazio è dedicato al nuovo Museo d’arte moderna di Varsavia, vincitore nel 2007 del concorso internazionale dedicato. La realizzazione del museo -destinato a sorgere nel centro della città, nelle vicinanze dell’edificio di 230 metri di altezza che ospita il Palazzo della Cultura e della Scienza- fa parte di un più ampio intervento di rivitalizzazione dell’area della capitale polacca ed è stato definito da Libeskind, membro della giuria, come un esempio di edificio d’avanguardia capace di armonizzarsi con il contesto.

valia barriello
mostra visitata il 15 marzo 2008


dal 21 febbraio al 21 marzo 2008
Christian Kerez – Progetti 1988–2007
AAM – Accademia di Architettura – Villa Argentina
Largo Bernasconi, 2 – 6850 Mendrisio
Info: tel. +41 0586665000; fax +41 0586665868; info@arch.unisi.ch; www.arch.unisi.ch

[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

Roberto Amoroso e il multilivello delle immagini: pittura digitale tra percezione e manipolazione

Fino al 18 aprile 2026, alla galleria 10 & zero uno di Venezia, la mostra “Manipolazione d’origine controllata” di Roberto…

8 Aprile 2026 0:02
  • Mercato

Da Cambi Casa d’Aste, un viaggio nella ceramica europea e persiana

Maioliche, porcellane e un vetro veneziano sono i protagonisti della vendita (e mostra) genovese, a Castello Mackenzie. Ecco gli highlights…

7 Aprile 2026 21:30
  • Arte contemporanea

Più o meno un’indagine sulla pittura: intervista a Roberto Cuoghi

L'immaginario di Roberto Cuoghi in mostra alla Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare. Incontro con uno degli artisti più…

7 Aprile 2026 19:30
  • Beni culturali

Il mercante d’arte David Nahmad dovrà restituire il Modgliani rubato da nazisti

Dopo una battaglia legale durata dieci anni, la giustizia ha deciso: il miliardario mercante d'arte David Nahmad dovrà restituire un…

7 Aprile 2026 18:30
  • Arte contemporanea

Per Giusi Sferruggia, la pittura è un rituale tra controllo e abbandono

In questa intervista a margine della sua mostra negli spazi di MARTHA, a Palermo, Giusi Sferruggia ci racconta la sua…

7 Aprile 2026 15:30
  • Progetti e iniziative

I Limiti Non Esistono: il libro-scultura di Fulvio Morella per Milano Cortina 2026

Il progetto di Fulvio Morella, presentato in occasione delle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, raccontato in un libro…

7 Aprile 2026 13:30