In Architettura esiste una scuola italiana contemporanea? Tema alquanto trascurato dalla critica, che sembra frastornata dalle magnifiche evoluzioni delle tendenze globali. Salvo impopolari eccezioni le riviste sembrano prediligere maestri stranieri, determinando il ritorno in Italia di idee a suo tempo emigrate e decontestualizzate.
Eppure pregevoli capolavori sono stati prodotti anche in Italia, tanto nel Moderno, quanto nel superamento della successiva crisi. Scopo principe di questo libro sembra essere dunque il voler far conoscere questi modelli alle nuove generazioni, studenti ed architetti. Ma il suo valore principale, quello che determina un interesse critico, è la rilettura che ne nasce; una rilettura che, al di fuori delle tendenze correnti, riesce, tra le righe, a ricostruire un legame tra esperienze eterogenee, individuando nel metodo progettuale un comune denominatore di italianità. Non sarebbe dunque uno stile, o un tributo alle mode, ciò che accomuna i maestri italiani; bensì la capacità, non sappiamo se innata o appresa nell’accademia, di leggere il contesto, tanto fisico quanto culturale, e calarvi i nuovi interventi con consapevolezza.
Queste conclusioni non nascono da un ragionamento, e quasi non vengono espresse nel libro, se non sotto forma di rigorosa, e pacata, lettura critica; costituiscono però la forza e la coerenza con cui le tante pregevoli opere di questi sette maestri vengono presentate ed analizzate. Maestri che, accavallando le loro produzioni, compongono l’ampio panorama dell’architettura di sessanta recenti anni della nostra storia. Maestri che, nonostante l’internazionalizzazione delle conoscenze, non hanno perso la sensibilità di un popolo che nei secoli ha costruito le più belle città “urbane”.
Marco Felici
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Hello
I have a question regarding this book, which you can may answer. Is the project of Ridolfi at the viale Ethiopia documented in this book? Im an architecture student looking for material regarding the architect and this project for a written work.
Thank you and best wishes