“Mentre gli eventi politici svelano un lato nero del Regionalismo, il concetto ancora riserva una ben più ampia esplorazione in Architettura, non da ultimo poiché le nuove tecnologie e materiali danno l’opportunità di sviluppare una gamma di edifici diversi, che potrebbero rispondere simpaticamente a climi e culture locali”. (Peter Davey)
Uno sguardo su architetture di luoghi lontani, insoliti per le riviste del jet set architettonico. Questa non è una novità per AR, sempre attenta ai paesi non allineati; inoltre, in questo numero come ormai tradizionalmente una volta l’anno, questo intento si amplifica nella presentazione della Aga Khan Awards (2001), premiazione di architetture realizzate nei paesi mediorientali che si distinguono per l’equilibrio tra innovazione e rispetto delle culture indigene.
Tra i servizi collegati al tema segnaliamo la cappella cimiteriale a Rotterdam di Le Corbu … ops, scusate, dei Mecanoo; le due facciate interne nella ristrutturazione di una facoltà a Barcellona, di MBM; e due opere che respirano, ognuna a modo suo, l’immensità degli spazi naturali che le circondano: attrezzature museali di Hilton e Cohen in Sud Africa, e di Woodhead International in Australia.
Fuoricampo, notevole la piscina domestica di Ushida Findlay in Inghilterra.
Marco Felici
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