Isola di San Giorgio Maggiore
La Santa Sede ritorna alla Biennale di Architettura di Venezia, la cui 18ma edizione si terrà dal 20 maggio al 26 novembre 2023. La partecipazione, annunciata durante la presentazione della manifestazione, la scorsa settimana, è stata confermata dagli organi di stampa del Vaticano, tramite un comunicato ufficiale. Organizzato dal Dicastero vaticano per la Cultura e l’Educazione, retto dal cardinale José Tolentino de Mendonça, il Padiglione sarà curato dall’architetto Roberto Cremascoli e vedrà il coinvolgimento dell’architetto portoghese Alvaro Siza – insignito del prestigioso Pritzker Prize nel 1992 e già Leone d’Oro alla Carriera alla 13ma Mostra internazionale di architettura di Venezia nel 2012 – e del collettivo multidisciplinare italiano Studio Albori, composto da Emanuele Almagioni, Giacomo Borella e Francesca Riva, specializzato nello sviluppo di progetti che ibridano architettura, processi partecipativi e sostenibilità ambientale.
Il Padiglione sarà incentrato sul tema dell’amicizia sociale, al quale Papa Francesco ha dedicato le Lettere Encicliche “Laudato si’” (2015) e “Fratelli tutti” (2020). La mostra “Amicizia sociale: incontro in giardino” inviterà i visitatori, secondo le parole del curatore Cremascoli, «A prendersi cura del pianeta come ci prendiamo cura di noi stessi e a celebrare la cultura dell’incontro».
La prima partecipazione della Santa Sede alla Biennale di Architettura risale al 2018 – per la Biennale d’Arte, invece, nel 2013 e 2015 – e in quella occasione il padiglione, curato da Francesco Dal Co, si sviluppava nel bosco dell’Isola di San Giorgio Maggiore, dove furono realizzate dieci cappelle come altrettanti luoghi di incontro. Negli edifici del Monastero Benedettino, sede della Fondazione Giorgio Cini, fu invece allestita una mostra dal titolo “Amicizia Sociale: incontrarsi nel giardino”.
Anche in questa occasione, la mostra si svilupperà all’interno dell’edificio monumentale e negli spazi esterni, dalle sale d’ingresso affacciate sul Canale della Giudecca, attraverso la galleria “manica lunga” e lungo le sale affacciate sul giardino, che sarà incluso nel progetto espositivo. Il Padiglione della Santa Sede approfondirà l’argomento proposto da Lesley Lokko, curatrice della Biennale di Architettura 2023, intitolata “Il laboratorio del futuro”. Ad accogliere i visitatori, una installazione dal titolo di Alvaro Siza che proseguirà in dialogo con altri lavori realizzati dall’archistar, fino a giungere allo spazio esterno, caratterizzato da un nuova interpretazione del giardino, progettato dallo Studio Albori.
Lo spazio, solitamente riservato alla Comunità benedettina, sarà aperto al pubblico. La nuova disposizione dei percorsi tra gli orti, il pollaio e le aree di sosta farà riflettere sui temi della condivisione e della contemplazione, che sono al centro della vita quotidiana dell’Abbazia.
Il Cardinale José Tolentino de Mendonça, commissario del Padiglione e nominato prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione nell’autunno del 2022, ha specificato che la presenza della Santa Sede alla Biennale di Architettura del 2023 vuole esprimere una «Dichiarazione del desiderio della Chiesa di essere vicina non solo al mondo dell’architettura ma alle arti in generale e deve essere vista come una dichiarazione programmatica di come il Dicastero cercherà di assicurare la presenza della Chiesa in quei luoghi, eventi e spazi in cui si riuniscono gli artisti». L’obiettivo, ha continuato, è quello di «Recuperare il senso della Chiesa come amica degli artisti, interessata a celebrare e a mettere in luce i loro risultati al fine di sviluppare un dialogo più ricco e una crescita della comprensione reciproca».
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