Ciudad Abierta, un’esperienza poetica fuori dai circuiti del jetset architettonico; finalmente se ne parla, e soprattutto la si analizza nei contenuti. Eh si, perché a parte gli scritti originali, Ciudad Abierta è stata recentemente proposta al pubblico solo ed esclusivamente secondo una lettura fuorviante che la vorrebbe legare al decostruttivismo.
Ma la realtà di questa esperienza aperta va oltre le mode ed i linguaggi.
Immaginate un gruppo di architetti, docenti e letterati, che si ritira dall’ambiente accademico per inseguire un modello coerente di didattica e ricerca nel fare Architettura. Le istanze di identità nazionale (ferita dalla casualità della scoperta colombiana) e di insegnamento pratico si risolvono producendo atti fondativi con un processo che coinvolge una comunità nel fare poesia, architettura e costruzione. Se l’idea vi incuriosisce questo testo è l’unico modo, a parte l’ipotesi di un viaggio in Cile, per documentarvi su cosa ne può nascere; un’architettura diversa, un’opera che trascende molte dei significati correnti dell’edilizia contemporanea.
Buono l’inquadramento del fenomeno; molto interessante l’analisi critica; istruttive le citazioni e notazioni. Curioso il confronto tra un impianto grafico di gusto attuale, e le importanti schede monografiche dove la bellezza delle fotografie stenta ad emergere; immagini affascinanti, se guardate con cognizione.
Estratto dalla 2° di copertina:
“La Ciudad Abierta viene fondata in Cile, a Nord di Valparaiso, nel 1970. Le costruzioni di questa città – che non è una città – proseguono ancora oggi. Ciascuna di queste architetture, fra le più creative del continente americano nel secondo dopoguerra, è realizzata da più architetti che le costruiscono, prima di progettarle, insieme con gli studenti (…)”
Articoli correlati
Architectural Review, More with Less
Arcosanti, laboratorio urbano o città di fondazione?
Marco Felici
La galleria parigina sceglie Porta Venezia per la sua prima sede fuori dalla Francia e inaugura con Sutura, personale di…
Arte contemporanea, danza e musica per la Cerimonia di Apertura Paralimpica realizzata da Filmmaster: Alfredo Accatino ci racconta il progetto…
La Fondazione Il Bisonte presenta le opere di Lori Lako, Leonardo Meoni, Bianca Migliorini e Chiara Ventura, nella mostra conclusiva…
Margaret Whyte rappresenterà l’Uruguay alla Biennale di Venezia 2026, con un’installazione che intreccia tessuti e resti tecnologici per riflettere sul…
L’inchiesta di Reuters sull'identità di Banksy apre una domanda: a chi giova conoscere il suo vero nome? Un’analisi del suo…
Alla Galleria Heimat di Roma il progetto di Pamela Berry riunisce gli artisti Manuela Kokanovic, Giovanna Bonenti e Benymin Zolfagari…
Visualizza commenti
prima Arcosanti, ora Ciudad Abierta ... questo sito mi sta facendo riscoprire realtà non allineate che l'Accademia ed i Media trascurano incredibilmente. Grazie.
Mi allineo al commento dell'amico Toni al 100%, davvero stimolante, devo saperne di più, tra poco spero di avere un po' di tempo da dedicare a studi e viaggi, così dopo Arcosanti....
Leggendo il commento a questa pagina mi viene spontaneo congratularmi con Exibart e con chi ha fatto il commento. Exibart sei forte!!!!!!