Ciudad Abierta, un’esperienza poetica fuori dai circuiti del jetset architettonico; finalmente se ne parla, e soprattutto la si analizza nei contenuti. Eh si, perché a parte gli scritti originali, Ciudad Abierta è stata recentemente proposta al pubblico solo ed esclusivamente secondo una lettura fuorviante che la vorrebbe legare al decostruttivismo.
Ma la realtà di questa esperienza aperta va oltre le mode ed i linguaggi.
Immaginate un gruppo di architetti, docenti e letterati, che si ritira dall’ambiente accademico per inseguire un modello coerente di didattica e ricerca nel fare Architettura. Le istanze di identità nazionale (ferita dalla casualità della scoperta colombiana) e di insegnamento pratico si risolvono producendo atti fondativi con un processo che coinvolge una comunità nel fare poesia, architettura e costruzione. Se l’idea vi incuriosisce questo testo è l’unico modo, a parte l’ipotesi di un viaggio in Cile, per documentarvi su cosa ne può nascere; un’architettura diversa, un’opera che trascende molte dei significati correnti dell’edilizia contemporanea.
Buono l’inquadramento del fenomeno; molto interessante l’analisi critica; istruttive le citazioni e notazioni. Curioso il confronto tra un impianto grafico di gusto attuale, e le importanti schede monografiche dove la bellezza delle fotografie stenta ad emergere; immagini affascinanti, se guardate con cognizione.
Estratto dalla 2° di copertina:
“La Ciudad Abierta viene fondata in Cile, a Nord di Valparaiso, nel 1970. Le costruzioni di questa città – che non è una città – proseguono ancora oggi. Ciascuna di queste architetture, fra le più creative del continente americano nel secondo dopoguerra, è realizzata da più architetti che le costruiscono, prima di progettarle, insieme con gli studenti (…)”
Articoli correlati
Architectural Review, More with Less
Arcosanti, laboratorio urbano o città di fondazione?
Marco Felici
Michela Lucenti rilegge le Fenicie di Euripide attraverso una danza di parole, voci e corpi: un racconto corale e attualissimo…
Negli spazi napoletani della Galleria Umberto Di Marino, Diego Perrone presenta due serie di opere sulla soglia tra immagine e…
La Design Week di Singapore diventerà una Biennale: più tempo per la ricerca, progetti più approfonditi e un'apertura internazionale, per…
L'archistar Kengo Kuma, insieme a BDP e MICA Architects, si aggiudica il progetto per il restyling dell'ala Sainsbury della National…
Oltre 50 lavori che ripercorrono le fasi della produzione dell’artista sono in vendita online. Inclusa l’opera “BRUNO CORÀ TEE”, dedicata…
Fino al 27 settembre, con oltre 150 opere, la mostra racconta un artista eccentrico e incredibilmente colto, capace di attraversare…
Visualizza commenti
prima Arcosanti, ora Ciudad Abierta ... questo sito mi sta facendo riscoprire realtà non allineate che l'Accademia ed i Media trascurano incredibilmente. Grazie.
Mi allineo al commento dell'amico Toni al 100%, davvero stimolante, devo saperne di più, tra poco spero di avere un po' di tempo da dedicare a studi e viaggi, così dopo Arcosanti....
Leggendo il commento a questa pagina mi viene spontaneo congratularmi con Exibart e con chi ha fatto il commento. Exibart sei forte!!!!!!