Un dialogo tra i due massimi esponenti delle avanguardie radicali nei rispettivi paesi d’origine, maestri che hanno trasformato malesseri e fervori locali in espressioni internazionali caratterizzanti un’epoca ormai mitizzatati. Un amarcord? No, un seminario per la contemporaneità, nonstante i tanti doverosi tributi emersi per inciso.
Diverse sono state le due conferenze, come diversi d’altra parte sono i percorsi intrapresi da Hollein e Pettena. Hans Hollein, prima Radical e poi Postmodern, con numerosi progetti realizzati, ha presentato le sue opere recenti.
Spunti di particolare interesse emergono dalle singole trattazioni, come anche dal confronto.
Hollein rappresenta la confluenza di quarant’anni di evoluzione architettonica. Nelle sue opere permane il marchio indelebile dei concetti sviluppati dalle Avanguardie Radicali e dal Postmodern, regole fondamentali nell’impostazione di progetti che poi parlano linguaggi apparentemente attuali.
Pettena inquadra al meglio le condizioni dell’uomo che, investito del ruolo di Architetto, vuole poter condurre una ricerca artistica.
E il moderatore, Paolo Portoghesi, nella condizione di collante tra personaggi che potrebbero deliziarci in una tavola rotonda che non si attua, magistralmente inquadra il nesso tra i due: persone che hanno trasportato l’Architettura oltre il ruolo del costruire, nella ricerca delle potenzialità del pensiero.
Il programma degli incontri (fino al 06.II.2002)
Marco Felici
[exibart]
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Il mio lavoro negli ultimi anni ha seguito il tema degli sconfitti. Dare luce a chi è sempre stato nell’ombra.