Il vetro ondulato all'entrata su Rue de Castiglione. Photo courtesy OMA and Benoit Benoit Florençon.
AMO, la think-thank di OMA, ha progettato i nuovi spazi del flagship store Off-White a Parigi. Il progetto, diretto da Ellen Van Loon, si compone di materiali diversi che, strato dopo strato, portano una profondità significativa in uno spazio destinato a seguire la direzione dei tanti flagship stores delle vicinanze. Nel team di AMO che si è occupato del progetto per lo store dell’azienda d’abbigliamento di lusso italiana con sede a Milano, c’è anche Giulio Margheri, che abbiamo intervistato qui qualche mese fa.
AMO – in seno a OMA, lo studio fondato da Rem Koolhaas e oggi diventato una società organizzata in partnership con altri otto soggetti – lavora su progetti tangenti all’architettura occupandosi di mostre, allestimenti, video, pubblicazioni e molto altro. L’obiettivo di questi flagship stores è quello di ricreare una vera e propria esperienza immersiva, per il cliente ormai legato alle dinamiche dello shopping online. Questi spazi non si fermano alla vendita di prodotti Off-White ma cercano anche di fungere da «Incubatrici di nuovi talenti, connettori culturali all’interno della comunità e laboratori sperimentali dedicati alla creatività e all’innovazione», ha dichiarato Virgil Abloh, amministratore delegato di Off-White e tra i designer più influenti al mondo. Un progetto sicuramente ambizioso che si scontra con un periodo post-pandemico difficile per i rivenditori fisici.
Abloh ha contaminato l’idea della moda parigina portando in Rue de Castiglione uno spazio sicuramente diverso. AMO ha progettato uno spazio su tre piani che non si focalizza solo sulla vendita ma è anche pronto a ospitare sfilate e eventi di altra natura. La visione del designer vuole catapultare il visitatore nello sfaccettato mondo Off-White, sempre legatissimo allo streetwear.
«Lavorare con AMO è un processo sinergetico, il modo in cui ideamo è simile – niente è davvero fuori dagli schemi – e il risultato della boutique Off-White a Parigi è molto di più di quello che potevo immaginare per questo spazio», conclude Abloh.
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Il mio lavoro negli ultimi anni ha seguito il tema degli sconfitti. Dare luce a chi è sempre stato nell’ombra.