Categorie: Architettura

Taccuino* 25 maggio 2000 | Premio per le città sostenibili | Roma

di - 5 Giugno 2000

Il premio italiano per le città sostenibili è nato con lo scopo di valorizzare le iniziative concrete più innovative ispirate ai principi di Agenda 21, e realizzate a livello locale. L’obiettivo di stimolare un numero sempre maggiore di Amministrazioni Comunali italiane ad adottare “buone pratiche” ambientali, si persegue dunque con la prospettiva del Premio, ma anche favorendo la pubblicazione delle iniziative in corso, e soprattutto costruendo un database di meritevoli esempi concreti a cui ispirarsi per il futuro.
Paragonando la totale assenza di iniziative italiane tra le best practice premiate nelle precedenti edizioni a livello europeo, la promozione di un premio nazionale (iniziativa rara in Europa) ed il numero di candidature giustificano un certo ottimismo.
Meno soddisfacente è una analisi della distribuzione geografica delle pratiche accreditate, e dello spettro di strumenti adottati. Mi lascia infatti perplesso la constatazione che a fronte di una buona attenzione per questioni strettamente ecologiste (mi riferisco alla tendenza prima maniera, alla tutela di aria e acqua, ai problemi rifiuti ed energia…) non si è ancora affiancata, a livello locale, quella consapevolezza del ruolo dell’ Architettura e dell’ Urbanistica che la stesa Agenda 21, ma ancor più le conferenze mondiali, hanno determinato come fondamentale nello Sviluppo Sostenibile, tanto per la tutela delle risorse fisiche quanto per la promozione sociale del retto agire.
Nei suggestivi locali di Palazzo Colonna si e svolta dunque la premiazione, ricca di autorità internazionali, a cui è seguita una interessante conferenza su importanti esperienze analoghe organizzate dalle strutture dell’ONU e della Commissione Europea, e poi un dibattito sulla situazione italiana, che purtroppo è andato alquanto deserto.


L’ esposizione delle realizzazioni meritevoli, consultabile anche sul sito www.cittasostenibili.org, evidenzia l’attinenza dei temi della sostenibilità alle pratiche architettoniche. Diventa dunque necessario far rientrare questi argomenti nel bagaglio cognitivo dei professionisti che intervengono sul territorio, ma purtroppo la mia impressione è che per ora l’ attenzione dei più sensibili sia ancora limitata alla nostalgica Bioarchitettura.

Marco Felici

[exibart]

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