La collezione d’arte contemporanea Pinault aprirà la sua sede di Parigi presso la Bourse de commerce a metà giugno 2020. Prevista per quest’anno, purtroppo ci vorrà ancora qualche mese per vedere la chiusura definitiva dei cantieri, iniziati nel 2017 ma, questa volta, ci crediamo davvero! Fino a oggi abbiamo sognato il futuro museo, guardando schizzi o disegni preparatori, foto e filmati del cantiere e ancora il modellino ligneo del progetto – in esposizione anche a Venezia, durante la Biennale d’arte – oppure visitando la mostra dell’architetto Tadao Andō, al Centre Pompidou nel 2018.
Una vera sfida architettonica e urbanistica per Pinault e per Andō, se si pensa che la Bourse de commerce di Parigi aprì nel 1767, mentre è del 1813 la struttura in ferro della cupola, una grande novità per l’epoca, che vedrà poi, al suo interno, un imponente affresco in omaggio al commercio mondiale. Presentata in occasione dell’Esposizione Universale del 1889, insieme alla Tour Eiffel, è proprio da questa data che prende il via il progetto di Tadao Andō e del suo team dello studio Tadao Andō Architect and Associâtes.
Questo progetto innovativo ha conservato la struttura circolare dell’edificio, la cupola e l’affresco, restaurato per l’occasione, creando invece, nella parte sottostante, una sorta cilindro in cemento di nove metri di altezza e di un diametro di 29 metri, che vede in cima un corridoio percorribile di ben 91 metri. Con una superficie totale di 13mila metri quadrati, sono 7700 quelli dislocati in sette spazi che, dal pianterreno al secondo piano, accoglieranno gli ambienti espositivi e pedagogici, un auditorium di 288 posti, un ristorante e altri servizi ancora.
La collezione che appartiene all’uomo d’affari e mecenate François Pinault, comprende oltre 3mila opere d’Arte Moderna e Contemporanea, riunite in ben quarant’anni. Troviamo lavori di Marcel Broodthaers, Tatiana Trouvé, Zeng Fanzhi, Thomas Schütte e Thomas Houseago. In questa prospettiva di sostegno alla creazione, la Bourse de commerce presenterà incontri tematici e monografie dedicate agli artisti della collezione, nonché carte bianche e progetti in situ.
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