Categorie: Architettura

Uffizi. Il punto sul cantiere Isozaki

di - 6 Agosto 2002

L’architetto giapponese Arata Isozaki ha vinto nel 1998 il concorso per la realizzazione della nuova uscita sul lato Sud-Est degli Uffizi a Firenze, superando con l’unanimità della giuria i progetti proposti da architetti quali Gae Aulenti, Mario Botta, Norman Foster, Vittorio Gregotti e Hans Hollein. Chiaro riconoscimento per un architetto di fama mondiale, già insignito con laurea ad honorem de La Sapienza di Roma, nonché ampiamente premiato in Europa e America (Riba, Fad, Legion d’onore, Chicago Award …).
Delle tante ricerche condotte in oltre 40 anni di carriera, nella proposta per Firenze traspare soprattutto il filone postmodern e la notevole ironia. Molto lontano sembra invece l’influsso del maestro Kenzo Tange, e le ricerche Metabolist sulla città megastrutturale.
Il progetto originario prevedeva un maxi colonnato con 16 longarine su cui poggiavano lucernari trasparenti, rivestito di pietra serena e abbellita da copie di statue conservate agli Uffizi.
Opere accessorie inoltre la ripavimentazione, l’illuminazione e la pedonalizzazione della piazza; il tutto per un costo complessivo di 13 miliardi di lire equamente ripartiti tra Stato e Comune.
La prima violenta obiezione è stata mossa dall’ex sottosegretario ai Beni Culturali Vittorio Sgarbi che ha definito il progetto un orrore . La mediazione del Ministro Urbani ha poi indotto Isozaki a una rivisitazione degli elaborati, il cui esito è stato l’arretramento e l’abbassamento (da 24 a 13 metri) del colonnato e l’adozione di materiali trasparenti. Modifiche insufficienti: all’orrore di Sgarbi fa eco l’appello di Franco Zeffirelli che recita: ”Chi ama Firenze insorga contro la tettoia giapponese ”. Segue sulle pagine del Corriere della Sera, l’intervento dell’autorevole professore Leonardo Benevolo che propone una “depurazione” dell’idea di Isozaki, a favore di una struttura che si armonizzi con gli edifici esistenti, pur distinguendosi dagli stessi attraverso i materiali moderni.
Il Soprintendente generale ai Beni artistici e storici della Toscana Antonio Paolucci, cerca di arginare il fronte negativo con una lettera aperta che elenca tre buone ragioni a favore della pensilina dell’architetto giapponese. Prima tra tutte è la vincita del Concorso e la titolarità di un regolare contratto firmato nel febbraio del 2001. Secondo motivo è dato dai costi sostenuti per il concorso e quelli per il risarcimento che si dovrebbe dare a Isozaki nel caso in cui gli si impedisse di realizzare il suo progetto e di conseguenza facesse causa, vincendola. Terza e ultima ragione è che questa vicenda confermerebbe al mondo intero l’inaffidabilità degli italiani, che pur avendo assegnato un incarico, previo concorso, cambiando idea, decidono di bloccare i lavori.
Recentemente un nuovo colpo di scena: il rinvenimento di reperti medievali, cinquecenteschi e ottocenteschi in Piazza Castellani, dove si doveva realizzare la pensilina, sembra chiudere definitivamente la polemica e il cantiere Isozaki. Si attende la parola del Ministro. Intanto l’Assessore all’Urbanistica sottolinea la stravaganza di questa decisione: gli stessi reperti rinvenuti precedentemente su un lato della “nuova” pensilina non hanno bloccato i lavori, questi sul lato opposto si.
Lo studio Isozaki ha già comunicato al soprintendente Domenico Antonio Valentino , e per conoscenza al ministro Giuliano Urbani, all’assessore comunale all’urbanistica Gianni Biagi e ai soprintendenti Antonio Paolucci e Mario Lolli Ghetti, la sua disponibilità a rivedere il progetto, presa visione dei rilievi dei ritrovamenti, in modo tale da realizzarlo con una nuova soluzione di fondazione.

articoli correlati
la polemica per l’Ara Pacis di Meier

daniela bruni

[exibart]

Articoli recenti

  • Mercato

Bonhams inaugura la nuova sede di New York con l’arte asiatica

Dalla "Grande Onda" di Hokusai alle più preziose snuff bottle, fino a un totale di 12,5 milioni di dollari. Ecco…

29 Marzo 2026 10:48
  • Fotografia

Other Identity #198, altre forme di identità culturali e pubbliche: Stefania Zorzi

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

29 Marzo 2026 9:30
  • Mostre

I Gelitin e la comunità come forma: All for All alla galleria Perrotin di New York

Alla galleria Perrotin di New York il collettivo viennese Gelitin presenta All for All, una mostra che torna a riflettere su…

29 Marzo 2026 0:02
  • Mercato

Sotheby’s Milano: il viaggio tra i secoli chiude a € 4 milioni

Il secondo capitolo dell'asta "An Italian Collecting Journey" polverizza tutte le stime. E conferma l’interesse dei collezionisti internazionali per le…

28 Marzo 2026 20:43
  • Moda

Il MoMu di Anversa riapre il caso Antwerp Six

Conversazione con Romy Cockx e Kaat Debo intorno a The Antwerp Six, la grande mostra che celebra i quarant’anni del…

28 Marzo 2026 18:00
  • Mostre

Da Istanbul a Roma: Galeri Artist apre un ponte tra due scene artistiche

Dalla sede storica di Istanbul a Roma: Galeri Artist apre un nuovo spazio e costruisce un ponte culturale tra le…

28 Marzo 2026 16:30